C’è una parola che lega Filip Djordjevic, uomopartita della Lazio a Palermo, e Mamadou Tounkara, che vorrebbe esserlo stasera al Bentegodi (20.15, diretta RaiSport 2) nella Supercoppa Primavera. Cattiveria. «La nostra è stata una vittoria da squadra cattiva e aggressiva», ha detto il serbo dopo la tripletta al Barbera. «Tutti con la faccia cattiva, ci aspetta una grande finale per la storia», ha scritto Tounkara sopra al selfie scattato e postato su Facebook prima della partenza in treno per Verona. Non è cattiveria, invece, dire che Mamadou dovrà trascinare la Primavera alla sua prima Supercoppa. Dei tre trofei (è escluso il Viareggio), nella bacheca di Formello manca solo questo: dopo lo scudetto 2013 e la Coppa Italia 2014, contro i campioni d’Italia del Chievo c’è la possibilità di completare il tris. Anche per dimostrare che il ciclo vincente iniziato con Bollini e proseguito con Inzaghi non è ancora finito.
Dai grandi ai baby
Tounkara, la Primavera ha cominciato a frequentarla da settembre: prima, tra Auronzo e la Germania, la sua è stata un’estate da protagonista con i grandi. I gol alle squadre di montagna, poi quello allo Sporting Lisbona che lasciò tutti a bocca aperta. Ma il modulo con un solo centravanti di Pioli e la presenza di Klose e Djordjevic ha riportato Tounkara alla sua attuale dimensione, quella di leader della Primavera. Per conquistarsi un posto in prima squadra, come fece Keita un anno fa, serve anzitutto essere decisivo con i coetanei. Formazione: Inzaghi ha portato tutti a Verona (ci sono anche gli infortunati Fiore e Milani), ma ha il solito dubbio dei fuoriquota: ce ne sono quattro, uno andrà in tribuna. Potrebbe sbloccarsi il tesseramento di Prce. Inzaghi aspetta e spera.
LAZIO (4-3-3)
Guerrieri; Pollace, Dovidio, Mattia, Seck; Pace, Murgia, Verkaj; Oikonomidis, Tounkara, Palombi.
All. Inzaghi.
Gazzetta dello Sport
