La Lazio non molla Davide Astori. Anzi rilancia. La telenovela dell’estate biancoceleste sembra non finire mai, ma il presidente Claudio Lotito non vuole arrendersi e ha preparato una nuova offerta per convincere il patron del Cagliari Tommaso Giulini: sette milioni di euro, cifra vicina agli otto milioni chiesti dal club sardo per il difensore.
In casa Lazio c’è ottimismo per una trattativa decisamente complicata, ma la fumata bianca sembra ancora lontana. Perché Giulini, nonostante il rilancio biancoceleste, vuole fare un nuovo tentativo per convincere Astori a restare in Sardegna: l’incontro con Claudio Vigorelli, procuratore del giocatore, è fissato per domani, dopo l’ennesimo contatto tra l’entourage del difensore e la Lazio. Al momento Astori non sembra intenzionato a cambiare idea: ieri pomeriggio il mancino lombardo ha raggiunto Sappada, sede del ritiro rossoblù distante pochi chilometri dall’accampamento biancoceleste ad Auronzo, insieme ai compagni e al tecnico Zdenek Zeman, ma sogna una nuova esperienza e l’ha ribadito più volte alla società.
Ecco perché il presidente Lotito non perde la fiducia. La Lazio è l’unico club ad avere presentato un’offerta ufficiale al Cagliari – partendo da cinque milioni per arrivare fino ai sette dell’ultima proposta – e ad Astori. La distanza tra la domanda del giocatore (1,5 milioni a stagione) e l’offerta biancoceleste (1,2 milioni più bonus) non è incolmabile, ma lo scoglio più duro resta Giulini, ancora irritato per il pressing della Lazio sul difensore lombardo. Se l’ultimo assalto per convincere Astori non otterrà i risultati sperati, il presidente del Cagliari dovrà però scegliere se trattenere un giocatore scontento e perderlo a parametro zero il prossimo giugno o cedere al corteggiamento biancoceleste. Perché Inter e Milan, squadre potenzialmente interessate ad Astori, per ora si sono defilate: i nerazzurri trattano col Porto per il ritorno di Rolando mentre i rossoneri hanno riscattato Rami e sono al completo in difesa.
In questo scenario si muoverà Lotito. Giovedì il presidente biancoceleste incontrerà il patron del Cagliari a Milano, dove è in programma un’infuocata Assemblea di Lega con la discussione sul futuro della Federcalcio. Ma la Lazio ora ha fretta: finito il Mondiale, nei prossimi giorni Stefan De Vrij – seguito da mesi dal direttore sportivo Igli Tare e principale alternativa al centrale lombardo – scioglierà le riserve sul futuro. Ipotizzare un doppio investimento biancoceleste per quindici milioni complessivi (ingaggi dei calciatori esclusi) è al momento difficile: dunque l’assalto al Feyenoord per De Vrij, con il quale la Lazio ha già trovato un accordo, partirà in modo deciso qualora l’affare Astori dovesse ancor più complicarsi.
Aspettando gli attesi e necessari rinforzi per la difesa – con le ipotesi Mendes, Doria, Paletta e Hinteregger sempre vive – Lotito non perde l’ottimismo, anzi alza l’asticella per la prossima stagione. «Il rammarico per non aver raggiunto l’Europa lo scorso anno è stato grande – ha ribadito il presidente nel comunicato quotidiano – ma bisogna accettare le battute d’arresto che, guardando ai miei dieci anni di presidenza, appaiono del tutto occasionali. I nuovi innesti ci permetteranno un salto di qualità: per questo non dobbiamo precluderci alcunché, tanto meno l’ingresso ai vertici dei campionati europei. Uniti e compatti, col sostegno dei tifosi e della Nord, possiamo farcela: la nostra aquila volerà alta nei cieli europei». Per sognare, però, oltre ai tifosi servono i difensori.
Daniele Palizzotto
Il Tempo
