Dal bianco al nero, questa Lazio non ha vie di mezzo: o vince o perde. Finora Petkovic ha sempre un punto in più di Edy Reja e dalla sconfitta di Napoli deve aver imparato la sua prima lezione italiana: guai a essere presuntuosi con i più forti, ti puoi fare solo male. La Lazio si lecca le ferite, ma, più che lo 0-3 senza appello del San Paolo, al tecnico bosniaco brucia ancora di più la sconfitta interna con il Genoa. Continuerà a chiedere ai suoi lo stesso piglio felino delle tre vittorie consecutive: «Certo, dobbiamo continuare a scendere in campo con questa mentalità, pensando di essere i più forti, non siamo stati presuntuosi». Hai visto mai che, pensandolo, non si arrivi a crederlo veramente. Anche questo è Petko-pensiero. E per la prima volta non è bastato essere nemmeno brutti.
CHI SEGNA? Il Napoli ha messo a nudo tutti i nei che fino a mercoledì la Lazio era riuscita a mascherare grazie al bel gioco. È ancora presto per parlare di allarme e bene fa Petko a tenere sempre la giusta via di mezzo – «come non ci dovevamo esaltare prima, non ci dobbiamo abbattere adesso» -, ma un dato risalta subito agli occhi: quando la Lazio non vince non segna. E viceversa. Tre partite con tre storie differenti: con il Tottenham ha premiato il sacrificio (e i due gol annullati da Hategan ), con il Genoa troppo scialo sotto rete e Borriello ha castigato, con il Napoli il deserto. Stavolta Klose cera, ma si prende la vetrina solo per il faiplay: «Bravo Miro Klose – ha twittato il presidente della Fifa Blatter , riferendosi al gol che Klose si è fatto annullare ammettendo il fallo di mano – hai dimostrato come si può essere allo stesso tempo un grande e un leale giocatore». L’attacco biancoceleste inizia invece a mostrare i primi sintomi di soffocamento, che va di pari passo con la stanchezza di tutta la squadra. Petkovic chiede ai suoi alta pressione «per tutta la partita», ma quanto durerà la tenuta fisica? Il primo a farne le spese è stato Alvaro Gonzalez , bloccato da uno stiramento che rischia di metterlo out anche per le prossime gare contro Siena e Maribor.
GONZALEZ DECISIVO L’assenza dell’uruguaiano è stata determinante. Due gare saltate e due sconfitte. Con Petko sembra aver trovato una sua giusta identità in mezzo al campo. Quando c’è lui, Hernanes è più libero di girare e a beneficiarne è l’intero reparto, Klose compreso. «Ma queste non sono giustificazioni», si inalbera Petkovic. Che perso Gonzalez, si aspettava di ottenere altrettanto da Mauri sulla stessa linea di Hernanes. Quanto alla difesa «abbiamo avuto troppe distrazioni». Rimandato Ciani , forse con il Siena di nuovo spazio a Biava . «Il distacco è solo di 3-4 punti, adesso dobbiamo rimanere positivi e dobbiamo vincere la prossima partita», rilancia Petko. Cercava «i tempi bui», in cui dimostrare che oltre a divertire la sua Lazio sa anche soffrire. Bene, quei tempi sono arrivati: Siena, Pescara e Milan per capire se ci sarà la reazione, in mezzo Maribor e Panathinaikos per la svolta in Europa League. Dopo l’idillio, per la Lazio è di nuovo tempo di risposte.
Simone di Stefano
Tuttosport
