La Lazio ci crede: ecco il 2015 di Danilo Cataldi

Un anno nel segno di Danilo Cataldi. Di corsa, come nelle sue azioni migliori verso l’area avversaria, il centrocampista romano va ad archiviare un 2015 intenso. A 21 anni ha fretta di catapultarsi in nuove emozioni con la maglia della Lazio. Ma l’anno vicino a concludersi è stato per lui un album da conservare per sempre nel cuore. Tra tante gioie e qualche difficoltà che va però vista come naturale nel processo di crescita continua di un talento vero. Eppure la stagione scorsa, dopo la bella annata in B col Crotone e il precampionato tutto sprint in biancoceleste, aveva conosciuto un’imprevista sosta ai box per guai muscolari. 

avvio doc Così per l’esordio ha dovuto attendere il 14 gennaio, nella sfida di Coppa Italia in casa del Torino. Quattro giorni dopo la prima in Serie A, nei nove minuti finali del k.o. interno col Napoli: una carezza l’applauso dell’Olimpico al suo ingresso in campo. E il 24 gennaio, subito da titolare: nel successo casalingo contro il Milan. L’ex capitano della Primavera, quella scudettata di Bollini, si consacra in prima quadra. Un’ascesa che richiama quella di illustri predecessori giunti dal vivaio come Giordano, Manfredonia, Nesta, Di Vaio e Di Canio. E così quella fascia da capitano passatagli nel finale della gara vinta con la Fiorentina del 9 marzo diventa un dolce presagio. E poi come dimenticare la serata del San Paolo, del 4-2 sul Napoli che vale il playoff di Champions e la finale di Coppa Italia (anche se persa) contro la Juventus vissute da titolare? Una stagione poi incorniciata dall’Europeo con l’Under 21. Per una prestigiosa, anche se infelice nel risultato, ripartenza con la Supercoppa contro la Juve a Shanghai. Poi, il percorso ha segnalato qualche salita. Un modo anche per tarare il suo temperamento. In campionato, lo spazio per lui si è ridotto: sei volte da titolare in otto presenze. In Europa League quattro volte dal primo minuto in cinque gare giocate. 

QUEL GOL In Coppa Italia, si è rivelato decisivo: il suo gol all’Udinese ha dato la qualificazione ma quel 17 dicembre sarà per lui una data storica: prima volta a segno con la Lazio. «Spero che sia la partita della svolta», ha detto quella sera. Tre giorni dopo ecco il colpaccio di San Siro. Contro l’Inter è rimasto in panchina: Pioli gli ha preferito Milinkovic, il suo concorrente in più a centrocampo (a segno i due laziali con l’Under 21 in Serbia-Italia del 13 novembre). Ora, dovrà rincorrere nuove chance. Pioli ne apprezza le doti tecnico-tattiche e vuol farlo diventare un pilastro della Lazio che sarà. Nel frattempo, Cataldi continuerà a lavorare con serietà e determinazione. Il suo sogno di giocare nella Lazio si è realizzato. Da romano con cuore biancoceleste non inseguiva altro. Ora, però, sa che non può lasciarsi sfuggire l’occasione di diventare protagonista con la maglia che ama. 

La Gazzetta dello Sport

 

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