La Lazio a gennaio punta un difensore

Ha il tallone d’Achille, questa Lazio. Il solito punto debole: se l’attacco, finalmente cattivo, è il terzo della Serie A, la difesa continua a tremare: sono sette i gol subiti dalla banda Pioli in queste prime sei giornate. E non importa che, delle sette sorelle, la Lazio non abbia il passivo peggiore. Il Milan ha incassato nove reti, l’Inter 8, il Napoli eguaglia lo score negativo dei biancocelesti. Proprio per questo, è il momento di metterci una “pezza” e staccarsi.
Al Franchi, ironia del destino, la Lazio si troverà di fronte la terza – dietro Juve e Samp (2 gol subiti) – miglior retroguardia (3 reti incassate) del campionato. Prende spunto Pioli, già da oggi studierà le carte a disposizione: pensa e ripensa al “redivivo” Radu centrale al fianco dell’olandese oppure al “ripescato” Ciani. Strano il destino di quest’ex “epurato”, ora improvvisamente indispensabile. La sua storia biancoceleste potrebbe essere riscritta ancora una volta a Firenze. E che sia quella buona.

LA RIVINCITA DI CIANI
Dal cinguettio stridulo di fine mercato («Disgustato») al sorriso ritrovato col Sassuolo. Era stato scaricato, Ciani, adesso serve come il pane. La Lazio aveva già deciso di reintegrarlo e di non pescare altri difensori svincolati (Portanova su tutti), dopo il crack di Gentiletti. Ma non poteva certo aspettarsi che Michael diventasse addirittura l’unica soluzione. Con la squalifica di Cana e la meniscopatia di Novaretti, Ciani rimane l’ultimo reduce al centro.
Per carità, Radu può tornare alle origini, ma è appena rientrato da uno stop di oltre un mese. E, la scelta, bisognerà maneggiarla con cura. Magari Pioli andrà pure a spulciare il passato: Ciani, lo scorso 2 marzo al Franchi, sfoggiò un’ottima performance al fianco di Cana goleador (una favolosa sforbiciata). Reja gli aveva concesso una chance, il francese rispose alla grande. E magari farà lo stesso domenica 19 ottobre.

MISSIONE PER GENNAIO
Il ballottaggio con Radu resta aperto, c’è parecchio tempo per pensarci. Anche un cambio di modulo (a tre?). Pioli, dopo aver bissato un successo, vuole pure mantenere per la seconda volta la rete inviolata in trasferta. Al Barbera la Lazio ha rischiato tanto, ma non ha subito gol. Un record ripetuto solo in casa col Cesena in quest’avvio di stagione. Era l’esordio di Gentiletti: Lotito e Tare avrebbero potuto e dovuto pensare a un altro colpo in difesa nell’ultimo mercato, sapevano di non avere alternative d’alto livello in rosa.
Questa è una colpa e la fortuna dovrà assisterli sino a gennaio: il ds la scorsa settimana era in giro, ha visionato partite di Champions ed Europa League. E’ già iniziata la missione per rinforzare la difesa: nella finestra invernale, se la Lazio riuscirà a mantenersi nel gruppetto d’alta classifica, un innesto potrebbe dare la spinta.

PROVE DI RINNOVO
Ora è tutto sulle spalle di de Vrij. Uno ambizioso: «Il mio sogno è finire un giorno al Barcellona», confida in patria. Sta crescendo pian piano alla Lazio. Domenica, decisivo in un paio d’occasioni, stavolta preciso negli anticipi (ben 6 riusciti). Stefan ha iniziato a impostare l’azione, ma si sta sentendo troppo l’assenza di Biglia, strepitoso a Genova prima di finire ai box: Pioli spera di recuperare subito l’argentino per ritrovare gli equilibri a centrocampo. Ha sacrificato Parolo in regia nelle ultime due sfide, non s’è fidato di Ledesma. A proposito: prove di rinnovo per il vice-capitano biancoceleste, probabile incontro nel fine settimana. Forse la Lazio rialza una bandiera.

Fonte: Il Messaggero – Alberto Abbate

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