Qualcuno dei nazionali biancocelesti cercherà di risollevare la propria autostima dopo le critiche piombategli addosso in appena due apparizioni. Si tratta del tedesco Hitzlsperger. Era venuto alla Lazio per riprendersi la sua Germania, lo aveva detto a chiare lettere. E’ riuscito a convincere il ct tedesco Low, ma non ha ancora persuaso la Lazio e i suoi tifosi. In realtà, neppure il tecnico, che lo aveva schierato sabato sera al posto di Mauri nella ripresa, è rimasto soddisfatto. Un vero disastro il suo impatto nella gara contro la Fiorentina, così giustificato da Reja: “Uno straniero che viene catapultato qui in queste situazioni di difficoltà non è che possa avere un grandissimo rendimento. Darebbe certamente di più in un contesto in cui tutto va bene. Dovrà abituarsi alla nostra mentalità”.
Hitzlsperger sembra avere le idee molto chiare al di fuori del rettangolo di gioco. E’ l’editorialista di un famoso quotidiano online tedesco con il quale spesso si confida e dà lezioni di calcio e di vita alle generazioni che verranno. “La formazione scolastica e il calcio devono andare di pari passo – spiega il centrocampista biancoceleste – e io, dopo la scuola, oltre a giocare, ho lavorato come impiegato d’ufficio. Ho completato gli studi per avere un futuro dopo la carriera da calciatore. Potrei rimanere in questo mondo, chissà, ma potrei anche decidere di fare qualcosa di completamente nuovo. Per questo ho imparato tante lingue. Adesso, giorno dopo giorno, sto facendo passi da gigante con l’italiano. Oggi, a differenza di tanti anni fa, è più facile conciliare la propria carriera calcistica con un’adeguata formazione ed educazione. Molto dipende dalla volontà delle persone”. Uno dei temi più dibattuti riguarda lo stipendio spropositato percepito dai calciatori. Thomas dice la sua: “Nel calcio girano tantissimi soldi. Decine di migliaia di persone vanno allo stadio, ci sono i diritti televisivi a pagamento. Per i migliori giocatori, ritengo che tanto denaro sia giustificato, ma non saprei dire a quanto dovrebbe ammontare il giusto ingaggio”. Si dice che molti procuratori tendano a spingere i propri assistiti verso squadre che possano garantire loro maggiori introiti economici e che non guardino invece al possibile sviluppo dei calciatori: “Non bisogna accomunare tutti in un pentolone. Se si è fortunati, esistono anche agenti che non la pensano così e che ti sconsigliano un determinato club che non possa permettere una tua crescita professionale”.
Così è stato per lui. Anche in questa sua nuova esperienza biancoceleste. “Sono felicissimo di essere arrivato alla Lazio, un club così prestigioso”, ha sempre ribadito nelle sue ultime uscite. Ma le cose non stanno proprio andando nel migliore dei modi. Il 27enne, arrivato dallo Stoccarda, cercherà di mettersi in mostra il più possibile nei prossimi mesi, per quanto gli verrà concessa l’opportunità. A giugno poi deciderà il suo futuro. Chi gli sta vicino è sicuro che la sua scelta sia già stata presa. Lo confermerebbe la decisione di vivere i prossimi mesi in un albergo. In estate andrà in Premier: il Tottenham avrebbe già trovato un accordo di massima.
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