Vittoria importantissima quella ottenuta dalla Lazio contro il Chievo. Un risultato fondamentale perché rilancia la squadra di Pioli nella corsa all’Europa. Ma per poter davvero lottare per la qualificazione europea la Lazio deve trovare quella continuità che è fin qui mancata, soprattutto per la poca solidità della difesa. Anche contro il Chievo si sono viste le pecche del reparto difensivo che alla prima occasione è andato sotto nel punteggio, con Cesar che ha approfittato dell’errore sul solito cross arrivato da calcio di punizione dai trenta metri, con la difesa rimasta alta senza seguire l’inserimento del giocatore clivense. Anche Berisha è apparso un po’ insicuro in questa occasione, come sempre quando deve uscire. Più volte nel primo tempo, la difesa si è fatta trovare alta, soffrendo la velocità degli attaccanti del Chievo. Nel finale, come accaduto a Firenze, con la partita praticamente chiusa, la Lazio ha clamorosamente rischiato di riaprirla, con Radu che si è distratto causando rigore ed espulsione. Per fortuna Berisha ha parato, risparmiando ai tifosi un finale da incubo. Se vuole l’Europa la squadra deve migliorare in fase difensiva, imparare soprattutto a restare attenta per tutti i 90 minuti e in ogni situazione. Certo, se poi la società comprasse un altro difensore, probabilmente le cose migliorerebbero.
Passiamo però alle note positive, innanzitutto il carattere mostrato dall’undici biancoceleste. Nonostante il pubblico sugli spalti sembrava quasi non aspettare altro di subire il gol per contestare la squadra (capiamo il malumore, ma chi va allo stadio dovrebbe sostenere la Lazio nel corso della partita e fischiare i giocatori solo alla fine) la formazione di Pioli ha avuto la forza di reagire e nonostante molta confusione, dettata anche dall’assenza di Biglia, ha schiacciato il Chievo nella propria metà campo. Certo nella ripresa le cose sono state forse facilitate dal rosso a Cesar, ma l’impressione è che la Lazio questa gara avrebbe potuto ribaltarla lo stesso, perché non si era arresa alla prima difficoltà come accaduto in passato. Benissimo anche i singoli: Candreva è tornato a essere un leader e Keita è una minaccia per le difese avversarie, anche se ancora manca di lucidità negli ultimi metri. Cataldi ha faticato nel primo tempo, ma è salito di livello nella ripresa segnando un gol fondamentale, che può dargli coraggio per il futuro e regalargli quelle certezze che aveva perso. Il talento c’è, ma ovviamente vista la giovane età, ha bisogno di credere di più in sé stesso e di essere aiutato dall’ambiente. Felipe Anderson stesso è stato decisivo in molte situazioni appena entrato in campo, offrendo l’assist a Candreva per il 3-1 e colpendo successivamente il palo. Il brasiliano ci sta mettendo il massimo impegno e meriterebbe maggior rispetto da parte della tifoseria. Assurdo sentire i fischi non appena sbaglia una giocata, perché di talenti del genere se ne sono visti pochi in maglia laziale negli ultimi anni. Anderson non sta spingendo per andarsene e ce la sta mettendo tutta per ritrovare le giocate dello scorso anno. Gli serve fiducia e a dargliela dovrebbe essere anche la gente laziale, oltre che l’allenatore, che forse dovrebbe ridargli un’occasione dall’inizio.
Infine dedichiamo un ultimo pensiero al sacrificio mostrato dai giocatori laziali nel finale. Pioli aveva cambiato la squadra inserendo solo calciatori offensivi, così dopo l’espulsione di Radu, i dieci in campo hanno dovuto raddoppiare le proprie forze. Una menzione particolare la meritano tre calciatori: Klose, commovente quando ha recuperato palla nella propria area di rigore, Parolo che si è messo a giocare da centrale difensivo e Candreva che ha giocato come terzino destro ma si è fatto trovare nella posizione giusta nel contropiede finale. Con questo spirito si possono superare le difficoltà e far nuovamente innamorare i tifosi, oggi molto lontani.
Giorgio Capodaglio
Lazio Family
