Lo 0-5 del San Paolo è stato la peggiore sconfitta della Lazio dall’arrivo di Claudio Lotito. Infatti i biancocelesti non perdevano una partita con cinque gol di scarto addirittura dal 6-1 subito contro la Juventus all’allora Delle Alpi il 17 aprile 1994, con la squadra allenata da Zoff che era già matematicamente in Coppa Uefa e scese in campo poco motivata. Insomma bisogna tornare parecchio indietro nel tempo per trovare una simile figuraccia fatta dalla squadra biancoceleste, che però diventa ancora più grave se sommato allo 0-4 subito contro il Chievo soltanto due giornate di campionato fa e allo 0-3 di Leverkusen. Insomma ancora una volta la Lazio di Pioli ha mancato completamente una partita. Era accaduto anche lo scorso anno, ma furono degli episodi molto isolati, dovuti quasi sempre a una Lazio che aveva sottovalutato l’avversario. Infatti, escluso lo 0-3 contro la Juventus, la Lazio non scese in campo solo contro Cesena ed Empoli, partite perse 1-2. Ma per il resto, anche nelle sconfitte la squadra aveva sempre combattuto. A differenza di quanto accaduto invece in queste occasioni, in cui la Lazio non è scesa in campo.
Difficile anche soltanto immaginare quale male abbia colpito la Lazio di Pioli. Vero, gli infortuni probabilmente stanno avendo il loro peso e calciatori come Biglia, de Vrij e Candreva non si regalano a nessuno. Sicuramente la squadra sta risentendo moralmente dell’eliminazione dai preliminari di Champions League e fisicamente non sembra essere al meglio. Inoltre la società non ha aiutato, con una campagna acquisti nella quale non sono arrivati calciatori esperti, ma molti giovani, probabilmente dall’ottimo avvenire, ma che forse non sono in grado di rinforzare la Lazio già nell’immediato. A livello tecnico manca un sostituto di Biglia e un terzino sinistro titolare al posto di Radu. Ma queste cose non bastano a giustificare figure come quella del San Paolo. La Lazio è scesa in campo poco determinata, senza aggressività, sempre in balia dell’avversario, come se aspettasse soltanto di far trascorrere quei 90 minuti per tornarsene a casa. L’ovvia conseguenza è stata la sconfitta per 5-0, pesantissima, brutta, dolorosa, umiliante per i tifosi laziali, che non vorrebbero mai vedere tanto sporcato il nome della squadra.
Ma se la squadra manca di spirito e di voglia di vincere, se sembra confusa in campo, bisogna anche cominciare a mettere tra i colpevoli Stefano Pioli. Non cancelliamo certo quanto di buono fatto lo scorso anno, sia chiaro, ma anche il tecnico laziale sta commettendo molti errori. Innanzitutto nell’esagerato turnover. A inizio stagione ci sembra un’esagerazione cambiare tanti giocatori da una partita all’altra. Certo, se un tecnico ha una rosa di grande livello e può permettersi di fare certi cambi, ha ragione nel farli. Ma se i sostituti non stanno vivendo un ottimo periodo di forma, allora forse bisognerebbe pensarci bene prima di fare certe sostituzioni. Al San Paolo il tecnico laziale puntava sulle ripartenze, ma per farle gli serviva una squadra aggressiva, in grado di non far respirare gli avversari, di recuperare palla e ripartire in velocità. Non c’era nulla di tutto questo. A centrocampo il tecnico ha confermato la coppia Parolo-Onazi, i due che forse avevano speso di più nella trasferta di Dnipro. E infatti non sono quasi mai riusciti a pressare alto i partenopei e non farli giocare. E le ripartenze? In assenza dell’infortunato Candreva, troviamo inspiegabile il fatto che l’allenatore abbia scelto Mauri e Lulic, lasciando fuori sia Felipe Anderson che Kishna. Poteva avere senso con la presenza dell’esterno romano, ma senza di lui Pioli avrebbe dovuto insistere su almeno uno di questi due giocatori. Anche perché Mauri in questo momento – ci dispiace dirlo – è impresentabile, perché è ancora troppo indietro dal punto di vista fisico e non riesce a fare quel lavoro di raccordo che svolgeva fino alla passata stagione. Lulic invece sembra pensare più al suo mancato rinnovo contrattuale e alla sua voglia di lasciare la Lazio, che al calcio giocato. Eppure Pioli continua a insistere su loro due, come aveva fatto con scarsi risultati anche a Udine. Deve essere Pioli il primo a riprendersi e tornare al livello della passata stagione. Lotito può anche non aver fatto un mercato soddisfacente, ma certe prestazioni non possono essere perdonate al tecnico laziale.
Giorgio Capodaglio
Lazio Family
