Dopo Macheda Lotito si è tutelato

Il “caso Camilleri” ha fatto da spartiacque. Dopo, il mercato dei talenti italiani non è più stato lo stesso. Si deve partire per forza da qui per capire, dal ragazzino siciliano diventato nella Reggina un difensore impeccabile, e quindi un casus belli. Quelli del Chelsea, dopo averlo osservato e aver accarezzato la vanità dei suoi genitori, nel febbraio 2008 sono planati in elicottero sul campo d’allenamento delle giovanili della Reggina, che annoverano pur sempre 250 ragazzi, e hanno portato il ragazzo a Londra. Lillo Foti il presidente ne ha fatto ragione di rabbia e di puntiglio, ha urlato ai quattro venti contro “la rapina a mano armata” e ha chiesto aiuto alle istituzioni sportive. Persino al Tribunale dei minori, verso il quale è partita una denuncia. La Federcalcio, facendo propria la filosofia “anti-tratta” fatta crescere in Europa da Michel Platini, questa volta è intervenuta con tempestività squalificando per due mesi il giovane calciatore: slealtà sportiva. Le prestazioni di Camilleri nella nazionale Under 16 sono state congelate.

IL KAKA’ ITALIANO – “Vincenzo Camilleri è il Kakà delle giovanili italiane”, racconta oggi Foti, premendo sull’ acceleratore, “lo è per qualità di gioco, ve ne accorgerete, ma soprattutto per la valenza che il suo caso ha assunto in Italia. Kakà ha rifiutato i soldi del Manchester City mentre Camilleri ha preso coscienza di tutto quello che, andando al Chelsea, aveva perso. Certo, viveva in una buona famiglia inglese, stava imparando la lingua, ma ha compreso in fretta che per diventare grandi ci vuole tempo e sacrificio”. Pressato da squalifiche e ripensamenti dei genitori, il difensore ha lasciato il procuratore che lo aveva spinto in Inghilterra ed è rientrato a Reggio Calabria. Ha fatto in tempo a partecipare al Torneo di Viareggio, dove la Reggina è uscita agli ottavi di finale.

LOTITO SI CAUTELA – Camilleri non è il solo caso che segnala l’inversione di tendenza del calciomercato giovanile e Foti non è il solo presidente che si è difeso con successo dagli assalti stranieri. Claudio Lotito, solitario numero uno della Lazio, si è accorto presto che sulle prestazioni di Giuseppe Capua, 17 anni, centrocampista e difensore centrale degli Allievi, capitano dal potente gioco aereo, si erano affacciati Bayern Monaco e Valencia, il solito Chelsea e pure il Manchester City. A Lotito era già sfuggito Macheda, destinazione Manchester United con un triennale da 80 mila euro netti a stagione. Così, ha deciso di blindare il ragazzo, infortunato al piede fino allo scorso gennaio, con un primo contratto pre-professionistico e diverse proposte per il futuro. Il presidente, quindi, ha salito uno scalino e nella Lazio Primavera ha fatto bloccare il fantasista Mancini e il centravanti Mendicino, questi capocannoniere nel girone C del campionato Primavera. Sciamanna, Tuia, Davide, Faraoni: uno dopo l’altro ai ragazzi migliori della Lazio sono state avanzate nuove proposte — economiche e progettuali — per far sì che non lasciassero più Formello.

LA POLITICA DELLA JUVE – La Juventus da un pezzo ha portato in prima squadra i frutti del suo lavoro con i giovani e ha mandato a fare esperienza in provincia — non all’ estero — i Pasquato, i Fausto Rossi. Quindi, ha strappato a un club gioiello come il Barcellona il promettente Iago Falqué, oggi leader nella Primavera bianconera. A Cagliari c’è un ragazzo dal fisico potente che si chiama Ragatzu e che il Chelsea avrebbe voluto trasformare in una nuova storia alla Zola: Ragatzu resta in Sardegna.

IL CASO VERRATTI – A Pescara si allena un giovane fenomeno che a 16 anni gioca titolare in Prima divisione, l’ ex C1. E’ Marco Verratti, trequartista, autore di uno sbalorditivo passaggio dai Giovanissimi alla prima squadra. La fase pre-agonica del Pescara — che ha in corso un fallimento pilotato verso la famiglia De Cecco — ha fatto rifiutare a Verratti un primo triennale. Intorno a lui, attaccante dal dribbling secco, si sono affacciati grandi club italiani, ma anche West Ham e Manchester United. L’ avvocato Di Campi, che sta gestendo il crack del Pescara, è riuscito a prendere la procura del calciatorino facendo leva sui suoi poteri rispetto alla società, quindi ha convinto Verratti a iscriversi a un liceo privato di zona e gli ha fatto dire: “Voglio restare al Pescara”. A giorni, il talento dovrebbe firmare il contratto da tre anni.

L’ORGANIZZAZIONE DEL MILAN – Anche il Milan, il Milan show che calamita business player come Ronaldinho e Beckham, ha compreso la centralità dell’ investimento giovanile. E quando il portiere Di Fabio stava per finire al Monaco è intervenuto con tutta la sua potenza per dirottarlo a Milanello. I rossoneri hanno intercettato anche la fuga di Michelangelo Albertazzi, bolognese, classico organizzatore di gioco, a 15 anni destinato all’Arsenal. Con un assegno da 1,8 milioni l’hanno trattenuto in Italia e ora Albertazzi è in orbita prima squadra.

FOnte: repubblica.it

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