Dodici infortuni per la Lazio: qual è la causa?

Con lo stop di Parolo, la Lazio è riuscita a raggiungere il record negativo di ben 12 infortuni da inizio stagione. Dal ritiro di Auronzo a oggi infatti sono stati 12 i giocatori che si sono fermati per problemi vari. La maggior parte hanno accusato guai muscolari, a cominciare da Djordjevic, che come Biglia si è già fermato 2 volte. Ma non solo, c'è stato l'infortunio di Klose nel primo tempo del match contro il Leverkusen, che ha lasciato la Lazio senza attaccanti, quindi Konko, poi Matri poco dopo il suo arrivo e de Vrij, che dopo aver iniziato la stagione ai box per un'operazione, si è fatto praticamente subito male in nazionale. Ma a loro vanno aggiunti anche i traumi. Ha aperto la lunga serie di infortuni Ravel Morrison, colpito duro nel corso dell'amichevole contro il Vicenza di fine luglio. Quindi l'infortunio alla costole di Marchetti, la rottura del setto nasale di Mauricio, la distorsione alla caviglia di Candreva e la lussazione alla spalla di Basta. Certo, si potrebbe accusare qualche errore nella preparazione, come l'aver costretto la squadra a preparare il preliminare a Roma, in un'estate caldissima, oppure il viaggio a Shanghai per la Supercoppa Italiana, giocata in un clima infame e su un campo di patate, visto che anche la Juventus sta subendo gli stessi problemi. Ma la Lazio non sta accusando soltanto problemi muscolari. Una cosa è certa, alcuni giocatori sono più fragili di altri, ma soprattutto sono praticamente irrinunciabili per Pioli. Biglia e de Vrij sono più soggetti agli infortuni, anche e soprattutto perché la Lazio non può farne a meno nemmeno se affronta Carpi o Frosinone, dal momento che sono troppo preziosi per il gioco biancoceleste. Insomma Pioli deve metterli in campo non appena questi riescono a camminare. Insomma, gli errori nella preparazione ci sono stati, ma più che sugli infortuni questi hanno pesato soprattutto sulla scarsa condizione fisica nelle prime uscite stagionali. Gli infortuni invece sono frutto di sfortuna per una parte e per un'altra di iper-utilizzo. Non dimentichiamoci poi che i nazionali sono ancora più soggetti agli infortuni, perché costretti a dei viaggi stressanti che ne aumentano la fatica, oltre che ad allenamenti diversi alle abitudine con un altro preparatore atletico. E proprio per questo Pioli già trema, al pensiero che recupererà probabilmente Biglia per il match del 1 novembre contro il Milan e una settimana dopo lo vedrà nuovamente partire con la nazionale argentina. 

Giorgio Capodaglio

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