Il tedesco: Campione tra i ragazzini e unico superstite del 2002
Parla poco in italiano, Miroslav Klose. Quando parla nella sua lingua, invece, non risparmia mai concetti forti. Come questo: «So come ci si sente quando si perde una finale del Mondiale. Uno schifo». Roba di 12 anni fa, ma una delusione mai cancellata. Yokohama 2002: vinse il Brasile con due gol di Ronaldo, che martedì a Belo Horizonte aveva il microfono in mano quando Klose ha cancellato il record, il suo record. I gol di Miro nelle fasi finali di un Mondiale sono diventati 16: lo hanno catapultato nella storia, oggi Klose spera di portarci anche i suoi compagni. Dodici anni fa, non c’era nessuno di loro: gli altri 22 erano bambini o giovanotti, la Germania aveva già avuto l’assegnazione del Mondiale 2006 ma la ricostruzione del calcio tedesco era appena iniziata.
Vecchio giovane
Eccola, l’eccezionalità di Klose: saper «resistere» all’ondata di talenti e restare al comando di una nazionale che oggi può diventare campione. Ad Auronzo, sono tutti orgogliosi di poter giocare con lui; Pioli non vede l’ora di allenarlo, lui avrà un mese di vacanze ma chissà che non possa riaggregarsi qualche giorno già in Germania, dove la Lazio svolgerà la seconda parte della preparazione dal 2 al 10 agosto. Ci si penserà. «Se vinco il Mondiale, uscirà l’animale che c’è in me», un’altra frase «brasiliana» che Klose in italiano non ha mai detto. Chi lo conosce, ha sentito queste parole, ma non ha idea di cosa abbia in mente Miro. Molto più di una semplice capriola.
L’argentino: Lui e Messi hanno già trionfato. «Miro, che vinca il migliore»
Lucas Biglia, nato a Mercedes, si gioca il Mondiale contro la patria della stella a tre punte. Un segno del destino? Forse: di sicuro, dopo la botta in semifinale contro l’Olanda, Biglia questa partita l’avrebbe giocata anche con il braccio spezzato. Per lui, per l’Argentina e per la Lazio. «Que gane el mejor», che vinca il migliore. Biglia lo ha scritto sopra una foto con Klose in uno dei suoi tanti interventi sui social network durante questo Mondiale: se la maglia che lui e Miro hanno indossato e indosseranno è la stessa, l’approccio tecnologico è opposto. Miro non pubblica niente, Lucas si è scatenato: dai video dei tifosi festanti in spiaggia al Cristo del Corcovado che sventola la bandiera argentina. Argentina che, nelle ultime due edizioni del Mondiale, è stata eliminata proprio dalla Germania; Biglia non c’era, ha iniziato a giocare nella Seleccion maggiore dal 2011, ma quelle due partite gliele hanno raccontate. «E il calcio offre sempre una rivincita».
Messi…a
Maradona ha messo un macigno sulle spalle di Messi; gli altri 10, forse, giocheranno con meno responsabilità. «Speriamo che il fenomeno sia in giornata: ho fiducia in lui al mille per cento — ha spiegato Biglia —. Mi ha fatto vincere un Mondiale Under 20 nel 2005 (Messi fu miglior giocatore e capocannoniere, ndr), siamo tutti con lui, ma il collettivo deve essere la nostra arma in più». Poi su Klose: «Oltre che il giocatore, stimo la persona. Ha un grande cuore ed è un gran professionista». Ma nemico per una sera.
MARCO CALABRESI
Gazzetta dello Sport
