È Sergio Floccari l’attuale cruccio di Lotito: avallarne la cessione al Bologna o lasciarlo a disposizione di Petkovic? L’aver insinuato il dubbio è già un successo per l’attaccante, appena rientrato dal prestito con riscatto mancato da parte del Parma, fino a qualche giorno fa ai margini del progetto Lazio e ora diventato per il tecnico la prima alternativa a Klose. Il Bologna offre 4 milioni, Lotito ne chiede 5, le distanze non sono incolmabili e il presidente ha bisogno di fare cassa per assestare la difesa, il reparto più in difficoltà. Ma Petkovic ha capito l’antifona, in tempi di magra anche il riciclo è meglio di niente, soprattutto se le alternative in organico, per vari motivi, non convincono affatto: Alfaro è molto fumo e poco arrosto, Kozak continua ad essere acerbo, Rocchi un po’ troppo maturo e su Zarate, una mina vagante nello spogliatoio, la società naviga a vista, se arriva l’offerta giusta può partire. Per questo Petkovic ha cominciato ad apprezzare Floccari, il centravanti che senza sbraitare è riuscito a mettersi in mostra e a scalare posizioni nelle gerarchie. Aveva le valigie pronte, ora potrebbe disfarle per diventare vice o anche compagno di Klose nella nuova Lazio versione 4-3-3: tatticamente intelligente, bravo con i piedi, le caratteristiche sono quelle di un surrogato di Yilmaz, la richiesta unica del tecnico e disattesa da Lotito. Il problema è che Floccari è praticamente il solo giocatore che la Lazio può muovere sul mercato con una certa disinvoltura visto che, oltre al Bologna, anche Pescara, Atalanta e Palermo sono interessati. Cedere Floccari per arrivare magari al difensore brasiliano Rever del Gremio: per Lotito si può fare, ma per Petkovic? Chi butterà giù dalla torre? Intanto stamane la Lazio parte per Maribor, domani sera c’è il play-off di Europa League contro il Mura 05, fanalino di coda del campionato sloveno. Gonzalez, Radu e Diakité non sono tra i venti convocati per la trasferta, motivi precauzionali: entrambi i difensori sono reduci da un lungo stop, il centrocampista uruguaiano si è regolarmente allenato, ma ha un problema ad un dito del piede.
Andrea Arzilli
Corriere della Sera
