Calciomercato Lazio, il PSG preme per Hernanes

Il 26 maggio gli ha cambiato la vita, l’ha detto lui stesso: «C’è un Hernanes prima della Coppa Italia e un Hernanes dopo». Il confine è tanto sottile quanto tremendamente decisivo. Il Profeta adesso è diventato anche Saggio. Non gli basta più dire le cose prima che accadono. Ora vuole preparare il terreno affinché accadano. Vuole apparecchiare la tavola, non arrivare al ristorante e capire che cosa c’è da mangiare. Tra Roma e Parigi la differenza è tutta lì. Di qua il benessere, di là il lusso.

I piani
Hernanes alla Lazio sta bene. Ora sì che sta bene. Non è tormentato, eppure è a un bivio. Strana la vita, perché il bivio gliel’ha messo davanti la Coppa Italia, quella voglia di vincere irrefrenabile e una carta d’identità che recita anni 28. Paradossi della vita, Hernanes vive questi giorni di vacanza con il sorriso stampato sul volto. Non conosce ansia, eppure forse arriverà il momento in cui dovrà salutare, in cui dovrà concedersi il lusso di qualche arrivederci, magari pure di qualche lacrima. Un anno fa avrebbe fatto le valigie senza pensarci poi troppo, stufo per la seconda qualificazione alla Champions League fallita di fila. Testa o cuore, chi vince? Il cuore spingeva per l’addio, la testa no. Ha vinto chiaramente la seconda, naturalmente la seconda, perché con il Profeta non poteva essere altrimenti. Hernanes è tipo razionale: valuta tutto, pianifica la vita come fosse un’agenda. Da giovanissimo rifiutò di prendere un aereo e venire a giocare in Europa perché «non è questo il momento, sono ancora troppo giovane». Quando firmò con la Lazio, agosto 2010, si mise in testa che i biancocelesti erano l’approdo giusto, il campionato giusto. Anche se non c’erano coppe da giocare, anche se il Lione prometteva soldi e Champions subito. Nella testa c’erano tre anni in Italia e poi il salto in un altro club, magari in Inghilterra. Tanto che già sei mesi dopo essere arrivato a Roma cominciò a prendere lezioni d’inglese, convinto che prima o poi gli sarebbero tornate utili.

I tempi
I tre anni ora sono passati. Si sono conclusi con una coppa alzata al cielo che gli ha fatto confidare ai suoi amici romani: «Non dimenticherò mai questo giorno, qui sto benissimo». Però la testa, sempre la testa, due mesi prima l’aveva spinto nel dire chiaro e tondo a Lotito che non c’era bisogno di rinnovare. Che di nuovo contratto non era il caso di parlare. Era primavera. Ora la temperatura è salita. Il club inglese, quello della Premier sognata, non è arrivato, il Tottenham è sparito dai radar, il Chelsea si è fermato a un primo timido approccio. È spuntato il Paris Saint Germain di Leonardo. È spuntato forte, Leo ha messo 21 sul piatto. Testa o cuore? Hernanes ha risposto che sì, che imparare il francese non sarebbe un problema. Ha però espresso un desiderio, di non mandarla per le lunghe. Non gli piace l’idea di iniziare il ritiro con una squadra e poi abbandonare. Ma vallo a dire al Psg, che prima deve cedere un extracomunitario. Solo dopo scatterà l’affondo, con esiti tutti da scoprire perché quando c’è di mezzo Lotito nulla è scontato. I 21 milioni offerti non bastano. È l’ora dell’attesa. Anche per Hernanes, che magari aveva pianificato anche questo. «Voglio continuare a vincere», ha ripetuto a più riprese durante la Confederations. Provate a dargli torto. Provate voi a dire di noi al lusso della Torre Eiffel.

Davide Stoppini

Gazzetta dello Sport

Condividi

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

Leggi anche

Agosto 25, 2026
-
Valerio La Torre
ATLETICA LEGGERA 🏃 – L’Arrampicata 8,850 km – Tolfa (Roma)3° (3) Adolfo...
Agosto 22, 2026
-
Redazione
Dopo tanta fatica e una serie consistente di no, la Lazio ha...

Iscriviti alla newsletter e rimani aggiornato sulle ultime news

Lazio Live
La storia siamo noi
L’Almanacco
Lazio Wiki
Richiedi la tua
tessera GRATUITA