Ovviamente l’accostamento del nome Bertarelli al Torino ha provocato molto rumore negli ambienti granata e non solo. Troppo grande il valore del personaggio, troppo antiche le pene granata, troppo fenomenali le prospettive che spalancherebbe il patron di Alinghi, con il suo patrimonio stimato in 9 miliardi di dollari. Secondo la classifica americana stilata da Forbes, Ernesto Bertarelli è 52° nell’elenco degli uomini più ricchi del mondo. Davanti a lui, manco a dirlo, sua maestà Roman Abramovich. Immaginare anche questo imprenditore svizzero alla guida di un club equivale a scrivere che con lui tutto diventerebbe possibile, nel bene. Ovvio, scontato che la tifoseria granata, ieri, fosse in fermento totale, e non solo per i disastri in classifica e l’incredibile, fin farsesca vicenda di Novellino e del toto- allenatore. Oltre a Tuttosport, sul giornale di ieri mattina, anche Controcampo, la nota trasmissione sportiva di Mediaset, aveva dato conto del possibile interessamento di Bertarelli per il Torino, nella notte tra domenica e lunedì. Ieri, poi, è stato tutto un caleidoscopio di altre voci, smentite, riprese giornalistiche. I tifosi granata sui forum hanno cominciato a toccare con mano un sogno. E hanno preso a inviare mail per invitare Bertarelli a uscire allo scoperto, a comprare il Torino. Mentre quelli della Lazio reagivano con mail… disperate, anche piene di insulti. Per la serie: ma come, le voci giornalistiche dicevano che Bertarelli fosse interessato a noi e ora si scopre che invece preferisce il Toro? La passione popolare è così, a Roma come a Torino: e va compresa, rispettata. Soprattutto: non presa in giro, illusa, tirata per la giacchetta, strumentalizzata. Mai e poi mai. Nessun dubbio, su questo.
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CAIRO “TOCCABILE” – E Cairo? E’ provato, avvilito, arrabbiatissimo, quasi sconvolto da quanto è successo domenica. Con quella contestazione avviata da parte della Maratona contro di lui, nel secondo tempo della partita con la Samp, al fondo di un lungo periodo in cui la fiducia della gente nel presidente non più intoccabile – è progressivamente scemata. Parlano i fatti e le reazioni. La sensazione è che Cairo cominci anche ad avere dei dubbi sui suoi programmi a lungo termine col Torino: finora sempre sbandierati, ora minati dalla perdita di consenso nel popolo granata. E, come si ricorderà, Cairo ha sempre ripetuto, in questi anni: «Voglio restare a lungo al Toro, almeno per 10 anni, purché però i tifosi siano sempre felici di avermi come presidente» . E adesso? Adesso Cairo dice che le voci su un presunto interessamento del signor Alinghi per il Torino apparterrebbero al regno delle « bufale » . Doveroso prenderne atto e riferirlo.
RADDOPPIO – E Bertarelli? Dopo la precisazione dispensata dal suo ufficio stampa, domenica sera, e riportata da Tuttosport sul giornale di ieri ( «Non abbiamo interessi nel calcio») , un portavoce dell’imprenditore svizzero ha nuovamente dettato smentite tanto educate quanto nette. Ecco il succo: «Bertarelli? Non c’è nessun interesse, né personale né del gruppo, per una squadra di calcio, sia essa italiana o di altra nazione» . Morale: «Entrare nel mondo del calcio non è ritenuto strategico» . Punto e a capo, con tanti saluti.
QUELLA NASCITA – Poi, manco a dirlo, si mescolano tra le smentite anche nuove indiscrezioni su un presunto coinvolgimento ( oppurtuno sottolinearlo, proprio per rispetto massimo dei lettori: presunto coinvolgimento) di Bertarelli. E di una cassaforte mondiale: la banca elvetica Ubs. Addirittura, nei giorni scorsi a Torino, sarebbe stata costituita una società deputata a compiere operazioni finanziarie per conto del signor Alinghi: con nel mirino il calcio o altro? Questa è un’altra domanda senza risposte, a oggi.
Fonte: Tuttosport
