«Alla Lazio serve un attaccante da 20 gol». Il profeta, stavolta, non è Hernanes ma Reja, che un mese fa ha fatto la sua richiesta a Lotito. Parole tornate prepotentemente d’attualità dopo un inizio di 2011 tutto da dimenticare: un punto in due partite, un solo gol fatto e due reti subite in casa dal Lecce. Ma non solo. Il peggior attacco delle prime otto in classifica, con Hernanes capocannoniere biancoceleste in compagnia di Floccari con 5 reti, e l’infortunio di Rocchi, out per un mese. Tre indizi fanno una prova, alla Lazio serve una punta pesante ma, col mercato di riparazione entrato nel vivo, del bomber ancora non c’è traccia.
Lotito sta provando a chiudere l’operazione col Genoa per prendere Sculli. La trattativa è complicata, tra il presidente biancoceleste e Preziosi balla un milione, ma alla fine l’operazione si farà. Il giocatore, visti i rifiuti di Bresciano e Foggia di trasferirsi alla corte di Ballardini, arriverà con la formula del prestito con diritto di riscatto. Il patron del Genoa propone un prestito oneroso a 1,5 milioni, Lotito ne offre 500mila. Sculli non è però il bomber agognato (30 gol in 224 presenze in A). Reja è pronto ad accoglierlo a braccia aperte, ma solo perché potrà così contare su un vice Mauri o, modificando il modulo, su un vice Zarate. La Lazio, allora, insiste con Santa Cruz. L’attaccante sogna la Lazio, ma Real Saragozza e Blackburn stanno facendo pressioni sul City che, qualora i biancocelesti non dovessero farsi avanti, potrebbe accettare una delle due offerte provenienti da Inghilterra e Spagna. Intanto nelle ultime ore è spuntato il nome di Mutu. Il giocatore, messo fuori rosa dalla Fiorentina, è seguito anche da Juventus, Galatasaray e Los Angeles Galaxi.
Pazienza, centrocampista del Napoli in scadenza di contratto, potrebbe arrivare a giugno. La Lazio infine ha chiuso per Tiago Luis Matavelli, 18 anni, che a ottobre aveva sostenuto un provino con la Juventus, che poi ha deciso di lasciar cadere l’opzione. Il centrocampista brasiliano giocherà con la Primavera di Bollini.
Enrico Sarzanini
Leggo
