Parole dure ed amare, puntuali, arrivano anche dall'agente di Stefano Mauri. Questo il pensiero di Tiziano Gonzaga circa la sentenza emessa quest'oggi: “C’è amarezza, mescolata alla limitata gioia di questo ridotto periodo di squalifica. Amarezza per non aver raggiunto l'assoluzione piena. Questa squalifica di sei mesi è la prova della piena innocenza di Stefano. Non si poteva ammettere che non aveva fatto assolutamente niente dopo avergli fatto fare 10 giorni di carcere, 10 giorni di arresti domiciliari e avergli fatto perdere un Europeo con l'Italia. Prima di quell'infausto giorno Mauri era titolare nell'Italia di Prandelli. Tutto questo polverone, che è stato alzato e che si è trasformato in un castello di sabbia, ha tolto a questo ragazzo 20 giorni di libertà. Ricordo la sua uscita dal carcere, quando gli hanno fatto fare quei cento metri dove c'erano giornalisti, fotografi, televisioni a riprendere un ragazzo innocente, arrestato per una motivazione che non sapeva. La sentenza di 6 mesi è stata emessa per non dover dire che è stato fatto un errore allucinante. La speranza è quella di un'assoluzione piena. Quando una persona è innocente lo è non perchè si ha paura di dire di aver sbagliato, bensi perchè questa macchia risulterà sempre sul curriculum di Stefano. Io lo conosco da 20 anni e sapevo che non aveva fatto nulla, ero certo della sua integrità morale. Stefano ha convissuto con questa situazione. Giocava, metteva in campo tutto con prestazioni esemplari. Credo non meritasse nulla di quello che gli è stato fatto, hanno cercato di infangare una persona pulita ed onesta. Per quanto riguarda il rinnovo, in questo momento abbiamo avuto altro a cui pensare ma da oggi lo scenario cambia. Il presidente ha sempre dimostrato il suo attaccamento a Stefano e non credo ci siano problemi per un rinnovo".
