Noi, quelli con la Lazio nel cuore

Da Bob Lovati ai baby del rugby: un pomeriggio speciale nel segno di 110 anni di storia. Unico rammarico: l’assenza del club di Lotito.
La Polisportiva di Buccioni, Emanuele e Pessi abbraccia i campioni di oggi e di ieri: che festa al Coni.
Coinvolgere e unire: sono questi i principi che ispirano la Polisportiva Lazio, governata con stile ed entusiasmo da Buccioni, Emanuele e Pessi. Il Consiglio Generale di ieri pomeriggio ha voluto premiare gli sforzi e i sacrifici di un movimento che vanta diecimila atleti, quaranta sezioni e sette attività associate, ma ha avuto come obiettivo anche quello di alimentare un senso di appartenenza che è alla radice dei centodieci anni di storia biancoceleste. “Soltanto una visione unitaria può aiutarci a collegare passato e presente, rispettando e valorizzando la nostra identità di laziali”, ha sottolineato il professor Emmanuele Francesco Maria Emanuele, presidente onorario della Polisportiva e autore di numerosi saggi in materia di diritto, finanza e politica. “C’è una catena di affetti che ci lega da sempre e ci fa vivere con orgoglio sotto la stessa bandiera”, ha dichiarato Antonio Buccioni, presidente di una Società Sportiva fondata il 9 gennaio 1900 in Piazza della Libertà, rione Prati, dal sottoufficiale dei Bersaglieri, Luigi Bigiarelli, e da altri otto ragazzi. “Un ideale da amare e condividere: la Lazio, da oltre un secolo, è punto di riferimento e una guida per lo sport italiano”, ha ricordato nel suo intervento il professor Roberto Pessi, vicepresidente vicario.
Un pomeriggio emozionante, ricco di sorprese, quello di ieri all’Auditorium del Palazzo delle Federazioni del Coni. “Un congresso della lazialità”, come si era ripromesso Buccioni. L’unico motivo di rammarico è nato dall’assenza della sezione calcio di Claudio Lotito, a conferma di un isolamento che comincia ad assumere contorni preoccupanti, in aggiunta alla mancanza di un progetto credibile e alla crescente disaffezione dei tifosi. Un vuoto che la Polisportiva ha saputo comunque colmare con grande sensibilità. Sono stati premiati, infatti, Bob Lovati, colonna storica della Lazio, e il dirigente Nanni Gilardoni, una vita al fianco della squadra biancoceleste: il notaio era rappresentato dal nipote Guido.
Un appuntamento organizzato con sapienza dalla Polisportiva, che ha saputo intrecciare personaggi del passato e del presente. Un segno di continuità che è la ricchezza della Lazio: significativa la partecipazione delle consulte delle famiglie storiche e dei soci benemeriti, guidate rispettivamente dall’avvocato Leonarda Siliato e da Giorgio Rao. Così come è stato accompagnato da un lungo applauso il ricordo di Gabriele Sandri e Vincenzo Paparelli: in sala erano presenti i loro familiari.
Una Polisportiva impegnata anche a pianificare il futuro, con una serie di mosse di alto profilo: “Noi manteniamo sempre le promesse fatte. Vogliamo regalarci una casa, in grado di ospitare le nostre sezioni e il nostro museo, ma stiamo preparando per la prossima primavera anche le Olimpiadi della Lazio in memoria di Renzo Nostini: un evento che vedrà in prima fila la scherma, il nuoto, la pallanuoto, il rugby, il paracadutismo, il motociclismo, l’equitazione, la pallamano e il basket”, ha aggiunto il professor Emanuele, che ha salutato con affetto Patrizia Nostini, figlia dell’ex presidente e madrina della Polisportiva.
“Siamo pronti a promuovere anche una manifestazione per segnalare alle istituzioni la necessità di assegnare alla Lazio una sede per le sue attività e per il suo museo”, ha dichiarato Roberto Pessi, avvocato e preside della Facoltà di Giurisprudenza della Luiss. Una famiglia, quella della Polisportiva, destinata presto ad allargarsi con la creazione della Lazio Polo.
Progetti da concretizzare e la capacità di restituire la vetrina anche ai campioni che hanno fatto parte dell’altro secolo. E il presidente Buccioni è già entrato in azione per festeggiare un altro pezzo di storia: il portiere Lucidio Sentimenti IV compirà novant’anni il prossimo primo luglio. “E’ stato un esempio di dedizione e serietà. Lo abbiamo già contattato al telefono e lo aspettiamo tra noi”, ha spiegato Buccioni. Sentimenti IV, soprannominato Cochi, modenese di Bomporto, ha giocato 170 partite con la Lazio dal 1949 al 1954 realizzando anche tre gol su calcio di rigore.
Fonte: Stefano Chioffi su Corriere dello Sport del 24.6.2010

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