Addio sogno Champions League. A Udine la Lazio, dopo le brucianti sconfitte con Inter e Juve, getta via l’ultimo treno per mantenere 4° posto, perdendo una partita assurda contro una buona Udinese e niente di più.
Sarebbe probabilmente bastato controllare la gara nel primo tempo e spingere nella ripresa, sfruttando il calo fisico che i bianconeri hanno sempre avuto in queste ultime giornate di campionato, per far nostra una gara che era decisiva per mantenere la posizione di classifica. Purtroppo in tutte le partite in cui la Lazio è stata messa di fronte ad una prova importante (vedi i derby), ha sempre fallito l’appuntamento. Anche oggi è stata la prova che questa squadra ha qualcosa che non va, manca di personalità e non riesce ad affrontare gli appuntamenti decisivi con il giusto spirito.
Fin dall’inizio infatti è stata l’Udinese a giocare meglio ed a creare le migliori occasioni da rete. Clamorosa quella di Di Natale che si mangia un gol fatto a porta vuota, ma che si riscatterà da campione con una doppietta clamorosa, favorita anche dagli svarioni difensivi della difesa laziale, in particolare di Garrido (sostituito da Scaloni), giocatore che non è presentabile in una squadra come la Lazio. Nel primo tempo infatti tutte le azioni pericolose dell’Udinese sono arrivate dalla sua parte.
Nel secondo tempo la Lazio entra in campo con maggiore voglia di riscatto, ma non sono molte le occasioni che riesce a creare. Malgrado ciò i padroni di casa calano il ritmo e la Lazio anche grazie agli ingressi tardivi di Kozak e Rocchi (al posto di uno spento Floccari e di uno stanco Hernanes) riesce a procurarsi un rigore (con relativa espulsione) che purtroppo Zarate butta al vento battendolo lento e centrale. La Lazio non si perde d’animo e sfruttando la superiorità numerica crea numerose occasioni da gol, che arriva finalmente con Kozak su calcio d’angolo.
Come sempre la sfortuna non ci abbandona mai, ed è sempre Kozak (perché non farlo giocare dall’inizio?) a sfiorare il pareggio con un colpo di testa che prende in pieno il palo alla sinistra di Handanovic, che impreziosirà la sua prestazione con un’ottima parata su un colpo di testa di Dias.
Negli ultimi minuti il forcing laziale non produce i frutti sperati, grazie anche al solito nervosismo che prende spesso i giocatori della Lazio e che non ci consente di essere lucidi come dovremmo.
Con questa sconfitta la Lazio oltre a perdere il quarto posto viene agguantata dalla Roma che è comunque in vantaggio con noi per gli scontri diretti. A questo punto sarà essenziale fare 6 punti con Genoa e Lecce (sperando sia già salvo nell’ultima di campionato) per non rischiare di perdere anche l’Europa League a fovore della Juventus, e buttare letteralmente al vento un’intera stagione.
Francesco Moneti
TABELLINO
MARCATORI: Di Natale (U) al 35′ e al 42′ pt, Kozak (L) al 31′ st
UDINESE (3-5-2): Handanovic; Benatia, Zapata, Angella; Isla, Badu, Pinzi, Asamoah, Armero (dal 48′ st Pasquale); Sanchez (dal 24′ st Ekstrand), Di Natale (dal 26′ st Corradi). (A disp.: Belardi, Cuadrado, Abdi, Denis). All.: Guidolin
LAZIO (4-2-3-1): Muslera 6; Lichtsteiner 6, Biava 5.5, Dias 6, Garrido 4.5 (dal 1′ st Scaloni 5.5); Brocchi 5, Matuzalem 5.5; Gonzalez 6, Hernanes 5.5 (dal 21′ st Kozak 7), Floccari 5 (dal 21′ st Rocchi 6.5); Zarate 5.5. (A disp.: Berni, Del Nero, Bresciano, Sculli). All.: Reja 5
ARBITRO: Rizzoli di Bologna
NOTE: pomeriggio di sole, terreno in buone condizioni. Spettatori: 25mila circa. Espulso al 21′ st Angella per fallo su Rocchi. Al 22′ st Handanovic para un calcio di rigore a Zarate. Ammoniti: Brocchi (L), Scaloni (L), Dias (L), Pinzi (U), Badu (U), Kozak (L). Angoli: 6-1 per la Lazio. Recupero: 0′; 5′.
