La partita di domenica sera a Torino contro la Juventus dirà molto, non tutto, sulla capacità della Lazio di rinascere dalle proprie ceneri. Quella uscita dal mercato di gennaio 2026 è una formazione totalmente diversa da quella che 12 mesi fa, sotto la guida di Marco Baroni, guidava il maxi girone di Europa League e lottava addirittura per un posto in Champions (il 9 febbraio 2025 i biancocelesti battevano 5-1 il Monza, quarti a 45 punti, -5 dall’Atalanta terza, ndr).
Questa rosa ha perso la sua diga di ferro – Rovella ancora al 50% e panchinaro, Guendouzi venduto al Fenerbahce – La coppia offensiva Dia-Castellanos mai ricostituitasi con Sarri, il Taty venduto al West Ham e sostituito da Maldini, centravanti scelto da Sarri e preferito a Dia, Noslin e allo stesso Ratkov, arrivato dal Salisburgo. Contro i bianconeri mancheranno anche capitan Zaccagni e Pellegrini. La prima un’assenza di piombo, dovrebbe toccare a Pedro, mentre il terzino sinistro sarà rilevato da Tavares. Il portoghese rientra da titolare in un match pieno di insidie, probabilmente la Juve lascerà Conceicao in panchina per un sovraccarico all’adduttore destro. La sfida tutta lusitana avrebbe procurato non pochi brividi ai supporter dell’Aquila.
Al centro della difesa dovrebbe riprendere il suo posto Romagnoli. Risparmiato dai dardi di Fabiani, il mancino guiderà la retroguardia accanto a Gila. La coppia che mai Sarri vorrebbe vedere divisa ma che probabilmente a giugno 2026 salperà per altri mari, e tanti saluti all’idea di costruire un’ossatura fatta da sei, sette “intoccabili”.
Contro la Juventus questa la probabile formazione (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli; Basic (Taylor), Cataldi, Taylor (Basic); Isaksen, Maldini, Pedro (Cancellieri).
