In ogni caso l'Inter ha delle rinnovate aspirazioni e ambizioni. E per non essere esclusi dalle coppe tocca trovare liquidità immediata, sperando di raggiungere a breve la Champions League, anche per evitare partenze (molto) dolorose, oltre a riscatti decisamente onerosi che andranno onorati. In questo senso appare un vero e proprio prestito l'aver venduto gli incassi di San Siro per la prossima stagione a circa 9,2 milioni di euro, poiché nel 2014-15 i nerazzurri hanno raccolto circa 22 milioni di euro. Meno del 50%. Possibile che negli accordi ci siano scaglioni, interessi o tranche, altrimenti potrebbe essere una mossa suicida, solo per indorare la pillola a un bilancio che si presenterà in rosso fuoco. Così sarà necessario un altro aumento di capitale, mentre anticipare gli introiti di Shaqiri e Kovacic (probabilmente con ulteriore sconto) serve solo per presentare i conti più in ordine di quanto siano.
Il problema principale del calcio italiano è sempre stato pensare solo all'immediato, senza avere una vera strategia per il futuro prossimo. Thohir in questo, almeno per il momento, non sembra avere il respiro internazionale che in molti si sarebbero aspettati. Non è con l'anticipare i crediti futuri che riesci a salvare capre e cavoli: meglio un paio di anni di austerity, a metà classifica, per poi non essere strozzati da mutui e oneri finanziari. A meno che l'intenzione non sia quella di cedere l'Inter nel più breve tempo possibile, dopo i tre anni di "obbligo" (che scadranno a ottobre). Si prospetta un autunno infuocato, a meno di sperare in un accesso in Champions League, con la rincorsa sulla Roma che appare una missione alla Bond, per evitare di pagare il peso delle troppe cambiali.
di Andrea Losapio da TuttomercatoWeb
