L’eventualità non era neppure contemplata. Oggi è una probabile possibilità. Il Chelsea di Abramovich rischia un salasso da 500 milioni. Non è bastato esonerare Mourinho per allontanare da Stamford Bridge la burla della retrocessione. Con l’olandese Hiddink in panchina, i campioni in carica della Premier League hanno messo insieme 5 punti in tre match e un bel 14° posto con vista privilegiata sulla zona rossa che vale la Championship, la B inglese. Con l’Aston Villa già condannato e il Sunderland quasi spacciato, resta da schivare il terzultimo posto, occupato dal Newcastle a 17 punti. Il Chelsea ne ha 20 come Bournemouth e Norwich, insegue lo Swansea a 19. Nonostante i nomi e la qualificazione agli ottavi di Champions, la retrocessione è un’opzione considerata: «Dobbiamo farci i conti», ha spiegato Hiddink. E sarebbero conti disastrosi. Ai giocatori dei Blues non è stata fatta firmare nessuna clausola per limitare gli stipendi in caso di caduta in B. In casa Abramovich se ne vanno di ingaggi circa 270 milioni di euro l’anno. A giugno scorso il bilancio segnava un passivo di 30 milioni e quest’anno sarà peggio.
Se dovesse arrivare la retrocessione il Chelsea la prossima stagione perderebbe 350 milioni di diritti tv dalla Premier League che ha strappato per il triennio 2016-19 un contratto da 6,8 miliardi di euro (la serie A ne prende circa 3) solo per i diritti della Gran Bretagna. Il Qpr, retrocesso nel 2013, fu polverizzato dal peso dei 100 milioni di stipendi, il doppio dei ricavi. Al Chelsea garantisce Abramovich, ma l’esborso potrebbe essere troppo esoso pure per lui. Domani i Blues sono attesi sul difficile campo del Crystal Palace nel posticipo della 20ª giornata. Oggi il Leicester di Ranieri ospita il Bournemouth e vuole restare in testa con l’Arsenal che riceve il Newcastle.
