La Lazio torna a vincere in campionato dopo i due ko con Juve e Chievo e lo fa con prepotenza, approfittando della pochezza di un Pescara che nella ripresa crolla letteralmente sotto i colpi di Biglia&Co. Allo Stadio Adriatico termina 6-2 – gli adriatici incassarono lo stesso cappotto il 3 marzo 2007 col Modena, grande protagonista Parolo che si regala una doppietta per tempo. Con questa vittoria i biancocelesti salgono a quota 43, uno in più sia dell'Atalanta che supera 2-0 il Cagliari, sia dell'Inter attesa dal posticipo allo Juventus Stadium.
La cronaca
I biancoazzurri, colpiti da un'ecatombe di infortuni – Bahebeck si è fermato stamattina, contusione per Gilardino, distorsione alla caviglia per Bovo, Memushaj che lascia il ritiro stamattina per un problema familiare mentre Biraghi ha giocato con oltre 38 di febbre (perché non Crescenzi?) – schierano un 4-3-2-1 con Kastanos e Verre alle spalle di Caprari, nessuno tra loro è una vera punta. Inzaghi non si muove dal 4-4-3, Keita dall'inizio con Lulic in panchina; in difesa Hoedt e Lukaku preferiti a Wallace e Radu. Primi 25 minuti a senso unico con gli ospiti a giostrare senza alcun ostacolo abruzzese, trame lineari e pressing alto che mette in difficoltà i delfini: il 4-3-3 di Inzaghi funziona a meraviglia mentre i padroni di casa non riescono né a pressare né a ripartire. Al 10' Parolo, servito da un cross di Felipe, bucava senza problemi Bizzarri; quattro giri di lancette ed il mediano di Gallarate, da solo in mezzo a tre avversari, tramuta in rete un angolo di Biglia; Parolo non segnava da Sampdoria-Lazio dello scorso 10 dicembre. I biancocelesti sembrano muoversi sul velluto, Keita al 27' calcia alto da buona posizione, è l'ultimo squillo prima della rimonta biancoazzurra che culminerà nel 2-2 alla fine del primo parziale. I romani mollano la presa, il Pescara prende campo approfittando delle leggerezze in ripartenza della retroguardia, in primis di Lukaku. Il 2-1 arriva al 29' con Benali – al suo secondo gol stagionale dopo quello alla prima giornata di campionato – bravo a ribattere in rete un destro di Kastanos. La partita muta verso, i biancocelesti non ripartono e al 36' arriva il penalty che potrebbe cambiare per la quarta volta il risultato: Lukaku perde palla sulla propria trequarti, la sfera termina a Zampano che salta Hoedt, Keita sarebbe in copertura ma lo stopper olandese allarga la gamba sinistra inducendo Giacomelli a fischiare; Caprari si divora la massima punizione, il quinto errore sui sette calci franchi assegnati agli adriatici. Il 2-2 lo sigla Brugman al 41' con un bel sinistro al volo in seguito a corner: nell'occasione dormita generale della difesa che prima fa spizzicare la palla a Benali di testa, quindi dorme sulla palombella che guida il cuoio sui piedi del centrocampista abruzzese. La ripresa inizia come il primo con gli uomini di Inzaghi abili a chiudere gli abruzzesi nella propria area. Neanche quattro minuti e Parolo si regala il pallone: assist di Felipe per Milinkovic, stop e interno a seguire che termina sul palo, accorre l'azzurro e sigla la sua tripletta di testa. Un minuto dopo Caprari con bel destro a giro obbliga Marchetti in angolo. Keita al 52' si divora il 3-0, che arriva solo cinque minuti dopo. Muntari – in campo dopo 9 mesi di inattività, e si vede – perde palla, Immobile è fortunato su un rimpallo con Gyomber, la punta serve Keita che insacca il 4-2; sesto gol per il senegalese che non segnava da Lazio-Fiorentina del 18 dicembre, rete numero 48 presa dal Pescara, peggior difesa col Cagliari. Un giro di lancette e Oddo tenta la carta della disperazione con Mitrita per Muntari, si passa al 4-3-3 con il rumeno largo a sinistra in attacco e Verre a scalare in mediana. Non cambia nulla, troppa differenza ma soprattutto biancoazzurri che non hanno la testa in campo, poca tenacia e leggerezzae in area della serie “chi marca chi?” che spiegano meglio di tutto la loro classifica. La gara termina al 65' quando Zampano si beve Lukaku – insufficiente come Kishna – cross in mezzo su cui né Benali né Brugman arrivano per un soffio. Il resto sono solo girandola di cambi, gli applausi del pubblico tutto a Immobile che non esulta dopo il 5-2, mentre il sigillo ultimo è di Parolo che, servito da Lulic, di piatto imbuca il 6-2; da segnalare che Murgia, entrato al 78' per Biglia, ha giocato mezzala con Parolo spostato in regia. La Lazio, dopo oggi, conferma di avere tutte le carte per arrivare quarta, fondamentali saranno gli scontri diretti, quasi tutti da giocarsi in casa escluso quello contro la Fiorentina. Fatto salvo l'ultimo quarto d'ora del primo tempo, i capitolini non sbagliano nulla, preziosi soprattutto gli approcci ai due parziali; se Immobile non avrà problemi fisici battere questa squadra sarà difficile per tutti, Roma e Napoli comprese.
Gianluca La Penna
IL TABELLINO
Pescara-Lazio 2-6
Marcatori: 10', 14', 49', 77' Parolo (L), 29' Benali (P), 41' Brugman (P), 57' Keita (L), 69' Immobile (L)
PESCARA (4-3-2-1): Bizzarri; Zampano, Gyomber (69' Cerri), Stendardo, Biraghi (73' Crescenzi); Muntari (58' Mitrita), Brugman, Verre;Benali, Caprari; Kastanos.
A disp. Fiorillo, Maloku, Delli Carri, Vitturini, Bruno, Pepe, Cubas, Del Sole.
All. Massimo Oddo
Indisponibili: Gilardino, Fornasier, Bovo, Campagnaro, Bahebeck, Memushaj
Squalificati: nessuno
Diffidati: Benali, Gyomber
LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta, de Vrij, Hoedt, Lukaku; Parolo, Biglia (78' Murgia), Milinkovic; Felipe Anderson, Immobile (86'Tounkara), Keita (65' Lulic).
A disp. Strakosha, Vargic, Patric, Wallace, Bastos, Radu, Crecco, Luis Alberto, Djordjevic.
All. Simone Inzaghi
Indisponibili: Lombardi
Squalificati: nessuno
Diffidati: nessuno
ARBITRO: Giacomelli (sez. Trieste)
ASSISTENTI: Vivenzi e Mondin
IV UOMO: Tolfo
ADDIZIONALI: Maresca e Ghersini
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