Zauri, Peruzzi, Rocchi, Mutarelli: ‘Il calcio torni ad essere un momento di festa’

“L’agguato di Catania – ha dichiarato il capitano della Lazio Luciano Zauri – conferma, nel modo in cui è avvenuto, che la violenza è intorno al calcio ma non proviene solo dal calcio; è violenza comune che non ha nulla a che vedere con i valori dello sport. I miei compagni ed io aderiamo con convinzione alla decisione dei nostri dirigenti di fermare il calcio non solo per la doverosa solidarietà alla famiglia della vittima ma anche perchè tutti si possa ritornare a riflettere su quanto sta avvenendo nella nostra società e in particolare nel nostro mondo, quello del calcio, e tutti – istituzioni, calciatori, dirigenti, media e tifosi – dobbiamo impegnarci affinché torni ad essere momento di piacere, di festa e non di violenza, di guerriglia e di lutto”.
Il Campione del Mondo Angelo Peruzzi ha affermato: “E’ triste per tutti ma consentitemi di dire che per un uomo come me che ha dedicato la sua vita al calcio e che dal calcio ha avuto tutto, gloria e benessere, è ancora più doloroso dover assistere, proprio quando la carriera volge alla fine, a questo tragico e inglorioso epilogo. Siamo tutti colpevoli, a cominciare da noi giocatori che spesso con i nostri atteggiamenti in campo e con le parole fuori campo abbiamo dato esempi di non sportività e abbiamo alimentato polemiche e contrasti. Sono colpevoli i media che spesso, per inseguire l’audience hanno dato alle partite di calcio significati che non hanno e non possono avere. Sono colpevoli le società ed i dirigenti perchè hanno tollerato e spesso alimentato tutto questo. Sono colpevoli i tifosi, quella frangia di tifosi intolleranti che si alimentano con l’odio e che vanno allo stadio in assetto di guerra ed anche con slogan e bandiere che incitano alla violenza. Sono colpevoli coloro che hanno permesso e tollerato che la politica entrasse negli stadi. Speriamo che il provvedimento drastico che ha preso il Commissario Straordinario Luca Pancalli porti a soluzioni definitive. E noi tutti, “uomini di buona volontà” dobbiamo dare il nostro contributo perchè il calcio torni soltanto un bel gioco e soprattutto un momento di piacere, di festa e non lo sfogo dello stress e dei problemi accumulati durante la settimana”.
Il bomber biancoceleste Tommaso Rocchi ha dichiarato.” Aver fermato i campionati è un atto doveroso. E’ triste dover trascorrere questa e chissà quante altre domeniche senza poter giocare, ma è giusto che i veri tifosi si rendano conto che c’è un brutto male da curare per il bene di tutti. Gli incidenti di Catania, purtroppo, vengono pagati dalla parte buona del calcio: dai dirigenti che spendono l’anima, da noi calciatori che cerchiamo di trasmettere passione, dai tifosi che aspettano proprio la domenica per vivere una giornata diversa. Adesso sarà importante prendere decisioni severe e adottare “misure speciali”. In Inghilterra, qualche anno fa, hanno risolto il problema degli hooligans con provvedimenti molto duri”.
Massimo Mutarelli che per quattro stagioni ha giocato nel Palermo è apparso triste e indignato: “Sono particolarmente addolorato – ha dichiarato – per quello che è successo allo stadio di Catania. Mi fa inorridire l’idea che un ragazzo di 38 anni, con due figli piccoli, abbia perso la vita per una partita di calcio. E’ qualcosa di incredibile e pensare che prima della gara si era osservato nello stadio un minuto di raccoglimento per ricordare un dirigente di calcio che soltanto una settimana fa, aveva perso la vita a seguito dei tafferugli avvenuti al termine di un incontro fra dilettanti. Il calcio in questa violenza non c’entra per nulla, o c’entra pochissimo, nel senso che può essere solo un pretesto. Ho giocato nel Palermo, credo di conoscere un po’ la Sicilia e dico che la stragrande maggioranza della tifoseria siciliana non ha niente da spartire con quei delinquenti che hanno seminato violenza e morte. Noi giocatori dobbiamo fare la nostra parte e aiutare le Autorità a gestire questo fenomeno, altrimenti finisce tutto in malora!”.

Fonte: sito ufficiale della Lazio

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