SIAMO LAZIALI!

Che mazzata! Che brutto risveglio! Seguo il calcio da vari decenni e ne ho viste tante. Drammatici furono gli scandali legati alle scommesse clandestine con partite truccate del 1980 e del 1987. In entrambi i casi fu coinvolta la Lazio. All’epoca si ebbe l’impressione che il marcio riguardasse anche altre squadre che però rimasero indenni. La Lazio fa spesso la fine del vaso di coccio tra quelli di ferro.
Pensavo fossero episodi ormai legati al passato. E invece ecco i fantasmi che ritornano.
Certo, in questi anni, nel calcio qualche piccolo scandaletto non è mai mancato (l’ultimo ha portato alla retrocessione del Genoa in serie C1 lo scorso anno), ma tutto sommato si trattava di episodi sporadici.
Questa volta, invece, esplode un altro scandalo, a prima vista ancora più vasto di quelli precedenti. Sei personaggi avrebbero pilotato i risultati delle partite, le ammonizioni e le espulsioni di giocatori, le convocazioni in Nazionale, i trasferimenti da una squadra all’altra, ecc. Intorno a questa associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, come l’hanno definita i procuratori della Repubblica di Napoli, avvenivano contatti telefonici e personali, cene private ed altro ancora, in totale violazione dei regolamenti sportivi.
Per il momento è prematuro trarre conclusioni. E’ vero che i fatti indicati dai magistrati di Napoli fanno veramente impressione però, in uno Stato di diritto, tutti sono presunti innocenti fino a che non sono condannati in maniera definitiva. E quindi non possiamo colpevolizzare (almeno fino ad ora) il Presidente Lotito anche se i magistrati napoletani lo indagano per presunta frode sportiva e hanno espressamente citato la Lazio tra le società che si sono avvantaggiate delle irregolarità sopra citate.
Io voglio sperare che la Lazio ne esca in maniera pulita senza sanzioni di alcun genere. Però mi viene da pensare che nel DNA del Laziale ci deve essere una maledizione.
Ogni volta che abbiamo una gioia (piccola o grande che sia) c’è qualcosa pronto a rovinarci la festa. Accade sempre così. Successe dopo il primo scudetto del 1974 con la malattia e l’improvvisa morte di Maestrelli e la fuga di Chinaglia; accadde dopo la vittoria dello scudetto del 2000 con la pronta esplosione del caso dei passaporti falsi che ci fece stare in ansia per la minacciata revoca dello scudetto. E’ accaduto altre volte. Accade ancora oggi: la squadra, contro ogni più rosea previsione, raggiunge, addirittura con una giornata d’anticipo, il sesto posto in classifica e la qualificazione alla Coppa UEFA 2006/2007 e, prontamente, martedì notte, cominciano a circolare le voci di un coinvolgimento della Lazio in attività illecite. Oggi, 14 maggio 2006, anniversario della conquista dello scudetto del 2000, tutti eravamo pronti a festeggiare la conclusione della stagione 2005/2006 e la conquista della partecipazione alla Coppa UEFA. E invece no. Andiamo allo Stadio con la tristezza nel cuore (perché questo scandalo colpisce comunque ogni innamorato di calcio) e con l’incertezza del domani.
Che fare? Passato il primo momento di scoramento penso che dobbiamo reagire. Le difficoltà si superano, la Lazio resta sempre. La Lazio è il nostro ideale; in un’epoca in cui sembra che tutti vogliano eliminare gli ideali, aggrappiamoci al nostro. La Lazio è una fede che sarà sempre superiore a chiunque ed a qualunque cosa. E festeggiamo, come è giusto, il risultato raggiunto sul campo, anche se, certamente, i tifosi sono sgomenti e arrabbiati.
In questo momento, prima di tutto mi viene da pensare che, nonostante, a volte, qualche eccesso, siano proprio i tifosi la parte migliore del calcio. Tante volte sono criticati (a volte giustamente), ma tantissime volte hanno dato prova di avere ancora dei sentimenti forti e degli ideali sani. E’ a loro che mi rivolgo; soprattutto a quelli più giovani che non hanno vissuto le tante traversie che la nostra storia ci ha riservato. Ricordatevi che siamo Laziali, siamo più forti di qualunque disgrazia e disavventura. Sappiamo sempre rialzarci e, se sarà necessario, lo faremo anche questa volta. Gli uomini passano, la Lazio resta con i suoi meravigliosi simboli e con i suoi bellissimi colori del cielo. Forza Lazio sempre e per sempre.

Paolo Lenzi

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