Rossi: Non possiamo sbagliare

«Guai ai vinti». Delio Rossi non vuole nemmeno immaginare che questa Coppa Italia vada alla Sampdoria. Troppo importante vincerla per la Lazio. Per tanti motivi, grandi e piccoli. Dal dare un senso a un ciclo iniziato nell’estate del 2005, allo sfizio di “scucire” la coccarda tricolore ai cugini della Roma per apporla sulla propria maglia. Ma il tecnico biancoceleste non nomina mai apertamente la squadra di Spalletti, anche se sembra alludere a Totti e compagni quando parla della «nostra gente, che ha visto vincere più gli altri che noi».

Per i tifosi, per la squadra e per la società. Rossi sa bene che alzare il trofeo nazionale, l’ultimo a essere sistemato nella bacheca del club (2004), spedirebbe la sua squadra in paradiso, viceversa farselo sfuggire significherebbe l’inferno, anche perché la Coppa Italia è l’ultima chance per entrare in Europa. «Effettivamente ci giochiamo tanto in novanta minuti – spiega l’allenatore – perché vincere la Coppa Italia sarebbe il coronamento di un periodo di quattro anni. Sarebbe un ottimo viatico per il futuro e importante per la società, che vedrebbe premiate le scelte che ha fatto. Vincere è importante per tutti, io poi sarei il più felice di questo mondo, quindi guai ai vinti. Questa è una partita che ti può mandare in paradiso o all’inferno: se vinci sei lassù, se perdi sei laggiù».

In entrambi i casi, però, il destino di Rossi sembra lontano dalla Lazio: «Il futuro ora non c’entra, il futuro è la Sampdoria. E comunque non penso che il valore di un tecnico passi da una sola partita». Anche se è una finale di Coppa Italia: «Le finali fanno storia a sé, secondo me dovremo giocare come dovremmo fare sempre, cioè con grandissima testa e soprattutto con grandissimo cuore. In una gara secca conta più la testa che le gambe: chi avrà la testa più fredda vincerà».

La Lazio, poi, dovrà anche gestire la “pressione” legata al vantaggio di giocare in casa: «Noi abbiamo qualche pressione in più della Samp e loro cercheranno di farci fare la partita. Mazzarri ha fatto bene a dire che siamo i favoriti, così se vincerà lo porteranno in trionfo, viceversa avrà perso contro la favorita. Ci fa piacere giocare davanti ai nostri tifosi, cercheranno in ogni modo di aiutarci anche se loro non possono fare gol».

Però possono mettere pressione su Antonio Cassano, il pericolo numero uno dei blucerchiati: «Cassano è un giocatore importante della Sampdoria ma non è il solo, visto che hanno addirittura dei nazionali. Lo terremo d’occhio, come dovremo fare con gli altri, ma mi auguro che anche loro tengano d’occhio i nostri».

In caso di epilogo ai calci di rigore, c’è ancora poca chiarezza sulla rosa dei tiratori: «Il problema del rigore è batterlo davanti a 70 mila persone, quando conta qualcosa. In quel caso ti si restringe porta – conclude -. Non è detto che il rigorista sia solo quello più bravo tecnicamente».

Fonte: corrieredellosport.it

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