Rigorista sconosciuto

Tiro io, no tira tu. Possibile che alla Lazio non ci sia un rigorista designato? Una storia che va avanti da troppo tempo. Oltre alla confusione per motivi tattici, di allenamento e di spogliatoio, ci mancava anche questa, ovvero la mancanza di un giocatore che si presenti sul dischetto e tiri con sicurezza, qualsiasi cosa accada. «Il rigore lo batte chi se la sente», il leitmotiv di Delio Rossi. Un concetto che ha stancato, anche perché la Lazio è l’unica a ragionare in questo modo. E, sinceramente, è una filosofia un po’ curiosa. Solo perché, oltre a decidere il capitano e il suo vice, di solito lo staff tecnico poco prima di scendere in campo designa pure il rigorista. Invece, alla Lazio questo non succede.
Forse, però, quello che colpisce e delude di più allo stesso tempo è che a Catania in campo di specializzati o presunti tali del tiro dal dischetto ce ne erano ben tre: Rocchi, Ledesma e Foggia. Il primo in campionato con la maglia della Lazio ha calciato sette rigori, sbagliandone solo uno, e proprio in questa stagione contro il Cagliari. Cose che possono capitare e, magari, è proprio per questo motivo che Tommaso non se l’è sentita di andare sul dischetto e provarci. Così è toccato a Pandev che, oltre a non essere uno specialista, non calciava un penalty dallo scorso anno, il 4 maggio del 2008 contro il Palermo. L’unico tentativo da quando è alla Lazio. Il macedone è uscito furibondo dopo la sostituzione. Era sicuramente arrabbiato per l’errore (forse anche perché ha saputo all’ultimo momento di dover battere il rigore?) e senza dubbio pure per la sconfitta. L’altra cosa che fa riflettere è che sul terreno di gioco c’erano Ledesma e Foggia: loro sì che sono due specialisti. Almeno l’argentino a Lecce era considerato tale, mentre il napoletano a Cagliari l’anno scorso ha siglato 5 reti, di cui ben quattro realizzate su rigore. Possibile che uno come Rossi o quanto meno qualche suo collaboratore non sapessero nulla di questo? In più c’è anche la sfortuna, considerato che l’altro rigorista della squadra è Zarate: ma l’argentino non era ancora entrato.
L’ultima nota da registrare è che a Formello, durante gli allenamenti, poco tempo viene dedicato ai rigori. Quasi fossero una formalità. Ma anche questa cosa cambierà, soprattutto dopo quello che è successo a Catania.

Fonte: Il Messaggero

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