RASSEGNA STAMPA SU CONFERENZA PICCOLI AZIONISTI DEL 07.03.2006

“Chiarezza sulla Lazio”
Richiesta alla Consob dei piccoli azionisti: «Esiste un patto concertato?»

di Fabrizio Patania

ROMA – La richiesta di accertamenti alla Consob, la necessità di un chiarimento sinora rimasto inevaso, nonostante le lettere che si sono susseguite tra novembre e febbraio. Lazio Investimenti ha rotto gli indugi. Si sono mossi alcuni dei piccoli azionisti biancocelesti, gli stessi che due anni fa si erano fatti promotori di una raccolta popolare, per portare il contributo dei tifosi all’aumento di capitale lanciato dall’ex ad Masoni. Hanno firmato e inviato una diffida alla Consob. Ieri via fax, oggi attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno. Il nodo principale è uno. E rappresenta una chiave fondamentale per capire gli sviluppi della partita societaria che si potrà giocare o meno in Borsa tra Lotito e il gruppo farmaceutico interessato a entrare nella Lazio. Un nodo non ancora sciolto e su cui esistono due linee contrapposte. Quella di Lotito, che dietro al rifiuto di sedersi a tavolino e incontrare il potenziale acquirente, si rifugia dietro alla soluzione tecnica: «Chi vuole la Lazio lanci un’Opa» . Quella del gruppo di cui ha parlato Giorgio Chinaglia: «Ci sono troppe difficoltà sul mercato a trovare le azioni della Lazio. L’Opa è impossibile o quasi » . Tutto questo ancor prima di entrare nel merito di quanto costerebbe l’ingresso nell’azionariato attraverso l’offerta di pubblico acquisto della totalità delle azioni: dipende dal prezzo.
Lazio Investimenti ha chiesto chiarezza alla Consob attraverso le lettere (reiterate e senza risposta) inviate dal professor Alfredo Parisi e dall’avvocato Massimo Rossetti. Oggi invierà una diffida, a cui per legge dovrà essere data una risposta entro 30 giorni. Il regolamento della Consob, per le società quotate in Borsa, prevede l’obbligo di ricorrere all’Opa qualora l’azionista di riferimento superi la soglia del 30% da solo o in concerto con altri soci. «C’è un patto di concerto tra Lotito e Mezzaroma oppure no nella Lazio? A questa domanda deve rispondere la Consob e sinora non lo ha fatto»
ha spiegato l’avvocato Rossetti, biancoceleste da una vita, abbonato nel settore Distinti e piccolo azionista. Ecco le richieste girate alla Consob: «I piccoli azionisti chiedono di procedere al necessario e urgente accertamento dell’eventuale esistenza tra i soci rilevanti e anche altri soci non rilevanti di un patto parasociale occulto per l’esercizio di un’influenza dominante sulla società o, in subordine e/o in alternativa, una comunicazione ufficiale al mercato della mancanza dei presupposti e degli elementi idonei a giustificare tale accertamento. Chiedono, inoltre, di verificare se siano state compiute oppure no manipolazioni vietate di mercato del titolo Lazio» .
Quali sarebbero gli elementi che possono suffragare l’esistenza di un patto parasociale occulto? «Il rapporto di affinità tra Lotito e Mezzaroma che, nell’ordinamento sportivo calcistico, è assunto quale elemento decisivo al fine di stabilire se si ha il controllo di una società di calcio; l’assenza di rappresentanti del secondo
(Mezzaroma, ndr) e del terzo maggiore azionista (Innocenzi, ndr)
negli organi societari: la mancanza di qualsiasi ruolo attivo di tali azionisti nella vita societaria; la dichiarata volontà di Mezzaroma di volersi adeguare alle scelte di Lotito in ordine alla cessione dei pacchetti azionari detenuti; il fatto che Mezzaroma abbia acquisito la proprietà delle sue azioni in virtù del mancato esercizio da parte di Lotito di un diritto di opzione sulle stesse; l’esistenza di rapporti d’affari comuni, diretti o indiretti, variamente intrecciati fra i soci rilevanti» sostiene Lazio Investimenti, attraverso l’esistenza di diversi indizi. Perché se l’affinità (non parentela) tra Lotito e Mezzaroma non rappresenta un obbligo per lanciare un’Opa, sono tanti gli intrecci imprenditoriali e i punti di contatto tra i due soci.

Fonte : Corriere dello Sport

I piccoli azionisti diffidano la Consob
di Fabrizio Marchetti

I PICCOLI AZIONISTI vanno all’attacco. Oggi invieranno una letta di diffida alla Consob dopo reiterate, e vane, richieste di chiarimenti sull’attuale assetto azionario della Lazio. L’iniziativa è stata presentata ieri, nel corso d’un incontro nella sede della Federmanager, dal prof. Alfredo Parisi, dall’avvocato Massimo Rossetti e dal dott. Paolo Lenzi di Lazio Investimenti srl: moderatore dell’incontro Giancarlo Governi. «Chiediamo che venga accertata l’eventuale esistenza tra i soci rilevanti, e non, di un patto parasociale occulto per l’esercizio di una influenza dominante sul club o, in alternativa, una comunicazione al mercato della mancanza degli elementi idonei a giustificare tale accertamento», hanno sottolineato in coro, mentre il prof. Parisi mostrava il mosaico azionario della Lazio Events, la Srl che controlla oltre il 29% della società, e i legami, sotto il profilo dei nomi e delle cariche con gli attuali azionisti biancocelesti sopra il 2%. Particolare attenzione è stata riservata «al rapporto di affinità tra Lotito e Mezzaroma che, nell’ordinamento calcistico, è assunto come elemento decisivo al fine di stabilire se si ha il controllo di una società, e l’assenza di rappresentanti del secondo e del terzo maggiore azionista negli organi societari, senza dimenticare la dichiarata volontà di Mezzaroma di volersi attenere pedissequamente alle scelte di Lotito in ordine alla cessione dei pacchetti azionari detenuti e l’esistenza di rapporti d’affari comuni, diretti o indiretti, variamente intrecciati tra gli stessi azionisti rilevanti». Secondo i piccoli soci la Consob può agire, per accertare l’esistenza d’un patto parasociale, anche attraverso gli indizi, senza la necessità di andare «oltre ogni ragionevole dubbio», come già fatto in «altri casi precedenti, vedi Antonveneta». In assenza di risposte alla diffida, gli azionisti non escludono il ricorso alla giustizia ordinaria sia civile che penale. I soci, inoltre, hanno chiesto «alla Consob di verificare se siano state compiute oppure no manipolazioni vietate di mercato del titolo Lazio». Il titolo intanto ieri ha guadagnato l’1,11% chiudendo a 0,365 euro. Rinviato alla prossima settimana il consiglio di sorveglianza: si lavora sugli Iaas, che serviranno anche a stabilire, in base alla rivalutazione di alcuni asset e del parco giocatori, le eventuali azioni da intraprendere per far fronte alla perdita straordinaria legata allo spalmaperdite (127 milioni entro il 30 giugno 2007).

Fonte: Il Tempo

I piccoli azionisti all’attacco
di Stefano Orsini

ROMA – I piccoli azionisti chiedono l’intervento della Consob. «Per fare chiarezza – si legge in un comunicato della “Lazio Investimenti” che ha ereditato il testimone da “Lazionista” – e per accertare una volta per tutte se sia vero che, come dice l’attuale azionista di riferimento Claudio Lotito, egli controlla una quota di capitale inferiore al 30% o se, come dice Giorgio Chinaglia, quale esponente di un gruppo che avrebbe manifestato l’interesse ad acquistare il controllo della Lazio, è impossibile lanciare un’offerta pubblica di acquisto sul capitale della società poiché il flottante disponibile sul mercato non permetterebbe il successo dell’Opa stessa. Nella riunione sono stati illustrati quegli indizi che potrebbero far pensare all’esistenza di accordi tra azionisti per il controllo della Lazio».
I tifosi-risparmiatori, che hanno firmato una lettera di diffida alla Consob, vorrebbero comunque ottenere almeno la comunicazione al mercato della eventuale ritenuta mancanza di elementi che giustifichino l’accertamento.

Fonte: Il Messaggero

“Lazio controllata da un patto occulto?”
di Gianluca La Penna

Roma, 7 marzo 2006 – Obbligare la Consob ad accertare se la Lazio è governata da un patto parasociale occulto tra i suoi azionisti di maggioranza relativa: questo lo scopo dell’iniziativa della ‘Lazio Investimenti’ illustrata stamattina nella sede della Federmanager di Roma.
Nata come naturale prosecuzione de ‘Lazionista’, creatura ideata nel 2004 per convogliare i fondi degli azionisti in una fiduciaria in occasione dell’aumento di capitale che portò il 19 luglio all’avvento dell’attuale presidente Claudio Lotito, Lazio Investimenti (LI) si pone ora come scopo primario quello di vederci più chiaro sulla gestione dell’imprenditore succeduto a Ugo Longo. “Siamo tutti innamorati della Lazio, vogliamo difendere i diritti dei nostri associati che già tanti sacrifici hanno fatto acquisendo titoli biancocelesti ma soprattutto – precisa Giancarlo Governi, moderatore dell’incontro – vogliamo contribuire a porre fine a questa atmosfera cupa che chi ama questi colori non ha mai avvertito, neanche nei momenti degli annunciati fallimenti piuttosto che delle paventate retrocessioni in serie C a tavolino”.
“Le modalità di gestione di una società fa riferimento ad elevate componenti tecnico giuridico che vanno al di la’ delle vicende Lazio – afferma l’avvocato Massimo Rossetti, ex direttore generale della Federalmanager – La Consob nasce per assicurare efficienza, trasparenza e affidabilità del mercato, e ciò nel caso della Lazio non si è verificato. Da novembre a oggi ho scritto 7 lettere alla Commissione per chiedere di verificare se esista un’intesa occulta tra i tre maggiori azionisti della Lazio, (Claudio Lotito con il 29% circa, Roberto Mezzaroma con il 14 e Emilio Innocenzi con circa il 2, ndr): non ho avuto ne’ risposta privata, ne’ come consuetudine, con una nota ufficiale. La Consob deve dirci quali sono i reali assetti societari. Non va dimenticato – sottolinea ancora Rossetti – che la Cassazione ha già stabilito come la Consob possa essere ritenuta responsabile anche di mancato controllo in “maniera tempestiva”, ovvero nei tempi e nei modi stabiliti dalla norma”.
Proprio per obbligare Via Martini ad una risposta sollecita, LI “propone agli azionisti della Lazio di sottoscrivere una lettera formale di diffida alla Consob per “omissione d’atti d’ufficio” (codice penale, articolo 328, secondo comma), documento in base al quale entro un mese la commissione o avvia gli accertamenti richiesti o precisa, con motivazione scritta, il perché a determinati atti non si dia seguito”, spiega ancora l’avvocato.
“E’ necessaria una risposta – afferma ancora l’esponente di LI – perché servirebbe a tagliare la testa al toro. In caso di risposta affermativa i nostri dubbi troverebbero adeguata risposta, se la Consob riferisse invece della mancanza di presupposti per stabilire o meno l’esistenza di un patto parasociale, allora cadrebbe anche l’alibi di eventuali compratori perché sarebbe la Consob a dire “la Lazio è contendibile sul mercato, non esiste alcun ostacolo alla formulazione di un’Opa. In caso di mancata risposta – conclude Rossetti – trasmetteremo gli atti alla Procura della Repubblica”.
Particolarmente apprezzato l’intervento di Alfredo Parisi, già docente di Strategia d’Impresa alla Luiss, che con l’ausilio di alcune slides (impossibile riportare in questa sede il prezioso contenuto, ndr) ha dimostrato i legami tra Lotito e Mezzaroma, oltre a indicare il gioco di scatole cinesi (tutto nella piena legalità, ndr) delle società in quota all’attuale inquilino di Formello. Parisi sottolinea anche le scarne notizie che trapelano dal club in termini di comunicazione. “Per il disposto 114 del Testo Unico della Finanza, la Lazio è obbligata a redigere mensilmente un comunicato relative alle eventuali variazioni patrimoniali – rimarca Parisi – La Roma, che come la Lazio è nella black list della Consob, ha lo stesso compito, fornisce note illustrative di almeno 10 righe, a fronte delle due scarne di Formello”.
L’ultimo allarme lanciato stamattina riguarda il decreto spalmaminusvalenze, provvedimento varato dal Governo Berlusconi nel febbraio 2002 che originariamente consentiva di ammortizzare le perdite in 10 anni, lasso di tempo ridotto a 5 esercizi dopo l’intervento di Bruxelles. “La Lazio entro il 30 giugno 2007 dovrà saldare circa 128 milioni di euro di oneri pluriennali – ricorda Parisi – Cifra che andrà sottratta dal suo patrimonio, solo in parte recuperabile con le nuove norme contabili europee Ias (quelle che consentono di mettere a bilancio non la quota di ammortamento del bene rispetto al suo costo di acquisto – esempio un giocatore pagato 10 milioni spalmato in 5 rate annuali da 2 – bensì quello del cosidetto “valore di scambio o di mercato”, ovvero il prezzo dato al bene in oggetto in quel momento, ndr), un macigno che necessita l’immissione di capitali freschi, leggasi aumenti di capitale, eventualità presa in considerazione da Lotito solo in ultima analisi”. Alla conferenza era presente anche Paolo Lenzi, presidente di Lazio Investimenti.

Fonte: RomaOne.it

I PICCOLI AZIONISTI PRETENDONO CHIAREZZA
di Alessandro Pizzuti

Ha introdotto la conferenza stampa Giancarlo Governi, autorevole giornalista Rai, ma anche risparmiatore e piccolo azionista della Lazio calcio s.p.a. che si dichiara turbato dal clima avvelenato degli ultimi tempi in casa Lazio. Domenica per la prima volta i tifosi diserteranno la Curva Nord, si prevede un adesione anche di altri settori dello stadio. Un clima – continua Governi – diverso anche dai momenti più drammatici della squadra negli anni ottanta, ma una situazione senza entusiasmo come questa è difficile da ricordare.
Il Laziale è diverso dal suo dirimpettaio, nei momenti difficili esce fuori.. ma questa volta lo scollamento è tale che, pur essendo buono il rendimento della squadra, non si vede chiarezza nel futuro. Il diritto di astensione, soprattutto per chi possiede l’abbonamento, sembra una cosa più che legittima. Ha ricordato poi la vicenda dei trofei che da un anno non sono più esposti nella club house di Formello senza comunicazioni in merito da parte della società. Hanno parlato poi Paolo Lenzi, che ha ricordato l’esperienza di Lazionista, presente Gian Chiaron Casoni, e la nuova iniziativa da parte di Lazio Investimenti.
L’avv. Massimo Rossetti invece ha parlato specificatamente della lettera di diffida da inviare alla Consob, in questo caso la tutela dei piccoli azionisti biancocelesti riguarda la proprietà delle azioni conosciute attualmente. All’organo preposto si chiede la tempestività dell’accertamento rispetto alla scalabilità o meno della società presieduta da Claudio Lotito, nei requisiti previsti: esterno di buon andamento della pubblica amministrazione e quello di efficienza, trasparenza ed affidabilità del mercato.
Poi è stata la volta di Alfredo Parisi che ha parlato di opa e di diritti di prelazione mai esercitati dalla proprietà azionaria attuale, ma soprattutto del cambio di assetto societario (consiglio di sorveglianza e gestione) che ha sottratto diritti ai piccoli azionisti.
Ha finito il suo intervento facendo uno screening sulle società ed aziende immobiliari che fanno capo a Lazio Events (il 29,8 % attuale) e sul piano industriale che ancora non informa gli azionisti su come far fronte allo spalmaperdite come hanno ribadito Rossetti e Lenzi.
Ci sono stati poi interventi di giornalisti, dirigenti del mondo Lazio e semplici tifosi come Gianluca Tirone, Fabio Di Marziantonio, Fabrizio Marchetti, Roberto Meini ed Andrea Penza oltre all’ex presidente Gian Casoni, tutti improntati alla richiesta di chiarezza, anche sugli eventuali nuovi acquirenti alle porte, in riferimento alla cordata rappresentata da Giorgio Chinaglia.

Fonte: www.laziali.info

Piccoli azionisti: “La Consob faccia chiarezza”

Lazioinvestimenti e i piccoli azionisti biancocelesti chiedono chiarezza alla Consob. La richiesta è arrivata dopo la conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella Capitale e che ha coinvolto alcuni rappresentati degli investitori bianocelesti: “La Consob faccia chiarezza sui rapporti tra i grandi azionisti presenti in società. Se entro un mese non avremo risposte, faremo un esposto alla Procura della Repubblica”.

Fonte: www.piazzadellaliberta.it

Lazio
di Giulio Cardone

I piccoli azionisti hanno inviato una lettera alla Consob per chiedere “un accertamento dell’eventuale esistenza di un patto parasociale occulto tra soci rilevanti (Lotito, Mezzaroma) e anche altri non rilevanti; se esiste, Lotito deve procedere a un’OPA totalitaria perchè controllerebbe più del 30 per cento del club; altrimenti la società è scalabile da chi ha intenzione di acquistarla”. Entro 30 giorni la risposta della Consob.

Fonte: La Repubblica 8.3.06



SULLA LAZIO IL SOSPETTO DEL CONCERTO
I piccoli azionisti: la Consob indaghi su possibili patti occulti

di Stefano Sansonetti

I piccoli azionisti della ss Lazio mettono in mora la Consob per fare chiarezza sugli assetti azionari della società calcistica.
E soprattutto per scoprire se esiste un «concerto» tra l’attuale presidente, Claudio Lotito, e l’imprenditore Roberto Mezzaroma, che di fatto consente al primo di controllare più del 30% del capitale della Lazio, società quotata, senza il lancio di un’offerta pubblica d’acquisto.
Sul tavolo della commissione nazionale di controllo sulla società e la borsa sta per arrivare una lettera di diffida con cui i piccoli azionisti della spa, di fatto rappresentati dalla Lazio Investimenti srl, chiedono di fare chiarezza una volta per tutte. La lettera è stata firmata ieri e al suo interno, facendo appello all’articolo 328 del codice penale, si danno alla Consob 30 giorni di tempo per indagare sull’ipotesi di patti occulti non comunicati al mercato che possono recare danno alle ragioni degli azionisti.
E gli indizi citati all’interno del testo, su cui a questo punto la commissione guidata da Lamberto Cardia dovrà accendere un faro, non sono trascurabili. Si parte dalla constatazione che, secondo quanto dichiarato a più riprese da Giorgio Chinaglia, l’ex-campione biancoceleste verosimilmente a capo di una cordata interessata ad acquisire il controllo della Lazio, la contendibilità della spa sarebbe impedita dall’esistenza di un patto parasociale occulto tra azionisti rilevanti. Uno di questi è Roberto Mezzaroma, recentemente entrato in possesso di un pacchetto azionario del 14, 6% acquisito da Capitalia e sul quale c’era un diritto d’opzione per Lotito.
Un’opzione che, se esercitata, avrebbe consentito al presidente, che attualmente controlla il 29,8 % della spa attraverso la società Lazio events, di superare la soglia del 30% senza la necessità di lanciare l’opa. Così almeno è stato spiegato durante l’incontro di ieri. Non basta.
Nella lettera-dossier illustrata dal presidente di Lazio investimenti, Paolo Lenzi, e da due piccoli azionisti d’eccezione come Massimo Rosetti, ex direttore generale di Federmanager, e Alfredo Parisi, già docente di strategie d’impresa alla Luiss di Roma, si mettono in evidenza anche i rapporti di affinità esistenti tra Lotito e Mezzaroma.
Il primo, infatti, ha sposato la figlia di uno dei fratelli del secondo: in base all’ordinamento sportivo, che per consolidata giurisprudenza non è esente da ripercussioni su quello statuale, il dettaglio del rapporto di affinità è da considerarsi decisivo ai fini dell’esistenza del controllo di una società calcistica. Altro elemento indiziario fornito all’interno della missiva inviata alla Consob, tra l’altro, è rappresentato dal fatto che né il secondo azionista della Lazio (Mezzaroma), né il terzo (Emilio Innocenti, per il tramite della Team service) hanno mai preteso di essere rappresentati negli organi societari, mostrandosi, almeno fino a questo momento, del tutto passivi ed estranei nei confronti delle attività e della vita sociale della spa quotata.
A suffragio di questo punto specifico, poi, si fa riferimento al fatto che Mezzaroma ha più volte dichiarato di volersi attenere, per quanto riguarda tutte le ipotesi di cessione delle azioni detenute, alla volontà e alle decisioni dell’azionista indiretto di riferimento, cioè dello stesso Lotito. Infine il cahier des doleances si conclude con l’osservazione che tra i due maggiori azionisti della spa esistono, direttamente o indirettamente, rapporti d’affari e interessi comuni, «variamente intrecciati».
A questo punto tutta la questione finisce in mano alla Consob, chiamata a dare risposte che i piccoli azionisti chiedono a gran voce, viste anche le speculazioni che hanno caratterizzato il percorso del titolo in borsa negli ultimi tempi.
E che soltanto in parte ha compensato un abbattimento del valore che grosso modo è stato del 75%.
I piccoli azionisti vogliono una risposta che, anche nel caso in cui portasse a concludere che patti occulti e concerti non ci sono, almeno sgombrerebbe il campo da dubbi. Gli indizi, però, sembrerebbero andare in direzione contraria.

fonte: ITALIA OGGI del 08/03/2006

I piccoli azionisti chiamano Cardia
Guerra su Lotito in Consob – Esposto per dimostrare l’esistenza di un patto con Mezzaroma

di Roberto Nido

La lettera è già sul tavolo della Consob e nei prossimi giorni sarà esaminata dagli uomini di Lamberto Cardia. A scrivere alla Commissione Nazionale per il controllo della società quotate sono stati i piccoli azionisti della SS Lazio, che controllano tutti insieme l’1,9% del club, e che in sostanza chiedono “l’accertamento dell’eventuale esistenza di un patto parasociale occulto fra gli attuali azionisti rilevanti e non della società biancoceleste”. L’obiettivo è dimostrare il “concerto nel controllo del club” tra Claudio Lotito, che ha in portafoglio attraverso la holding Lazio Events il 29,87% della società, e il costruttore Roberto Mezzaroma azionista con il 14,61% della SpA quotata in borsa. Non è mai stato un mistero il grado di parentela che unisce i due imprenditori. Lotito infatti è il genero di Mezzaroma, avendo sposato la figlia del fratello. Secondo i ricorrenti, per l’ordinamento sportivo, questo basterebbe. Infatti, il dettaglio del rapporto di affinità è da considerarsi decisivo ai fini del controllo di una società di calcio. Gli azionisti del club di Formello chiedono di verificare se effettivamente l’intreccio di partecipazioni societarie e dei consigli di amministrazione dove siedono i due imprenditori sia un motivo valido per poter dimostrare l’esistenza di “un patto parasociale”, che di fatto controlla la società. Occorre dunque partire dal core business di Lotito, il settore delle pulizie, per trovare la Lazio Sud Snam, la Linda e la Bona Dea, tutte partecipate al 50% dalla Immobiliare 03, controllata da Lotito (80%) e dall’Immobiliare Appia (20%), società che hanno quote tra il 40% e il 20% di Lazio Events. Ma il vero intreccio secondo la ricostruzione dei piccoli azionisti sarebbe nel consiglio della Gasoltermica Laurentina. Qui siedono in CdA oltre a Lotito, anche Paolo Buzi (Presidente del CdA) e Marco Mezzaroma (figlio di Roberto) in veste di Amministratore Delegato. Lo stesso Buzi è stato nominato il 14 ottobre del 2004 Amministratore Unico di Lazio Events, subentrando a Sergio Scibetta, commercialista di fiducia di Lotito e del Gruppo Mezzaroma, e oggi Presidente del Comitato di Sorveglianza della Lazio.

Fonte MF 10.03.06

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