Processo agli Irriducibili la difesa incalza Lotito

di Ettore Intorcia

ROMA – Quasi dieci ore di udienza, scandite solo da un paio di interruzioni tecniche, durante le quali Claudio Lotito, presidente della Lazio, si è sottoposto all’estenuante controesame dei legali degli imputati (tra cui Chinaglia ed alcuni tifosi del gruppo Irriducibili) accusati di tentata estorsione e aggiotaggio. Controesame intenso, caratterizzato da vivaci scambi dialettici e diventato ancora più serrato nel finale, quando l’avvocato Mariani, citando intercettazioni telefoniche e ambientali, ha mosso a Lotito due contestazioni precise: la prima, aver istigato più persone a denunciare gli episodi di minacce che gli avevano raccontato, indicando anche a chi rivolgersi e usando in una conversazione anche l’espressione «per accelerare i fatti » (Lotito ha spiegato di aver detto di rivolgersi al capo della Digos «che è persona perbene» solo per tranquillizzare chi non si fidava); la seconda, di aver creato «un clima di terrore» all’interno dell’ambiente, minacciando di querele alcuni giornalisti che avevano raccontato della presunta trattativa per la cessione della società.
Prima di Mariani, gli altri difensori avevano insistito sugli stessi punti: le telefonate “mute” risultate provenienti dall’utenza di casa Lotito, le lettere minatorie, i rapporti col tifo organizzato. Su questo punto si è insistito molto: sono state prodotte in aula alcune foto che ritraevano Lotito insieme agli imputati a Formello, durante la presentazione di Di Canio, e la difesa ha insistit molto su un punto, quello della concessione dei biglietti omaggio. E tutti gli avvocati difensori hanno chiesto a Lotito la stessa cosa: e cioè in che modo fosse arrivato a ricondurre ciascun episodio (le telefonate, le lettere, gli striscioni allo stadio) ai propri assistiti. «Ho denunciato dei fatti, non ho mai dato una connotazione personale», ha ripetuto più volte.
Il Tibunale, su istanza della difesa, ha chiesto di acquisire per la prossima udienza del 2 ottobre l’ordinanza con cui Lotito è stato rinviato a giudizio a Milano per la vicenda delle quote di Roberto Mezzaroma. E’ stato lo stesso presidente della Lazio a citare il procedimento in corso a Milano e l’altro procedimento di Napoli sugli illeciti sportivi.

Dal Corriere dello Sport, 4 luglio 2008

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