Passaporti falsi, 40 arresti in Argentina

Maxi inchiesta in Sudamerica, al vaglio le posizioni di Carrizo e Denis, arrivati però da extracomunitari: «Noi siamo tranquilli»

BUENOS AIRES – Un altro scandalo passaporti rischia di travolgere il calcio italiano. L’onda lunga parte nuovamente dall’Argentina, dove il giudice Norberto Oyarbide ha ordinato 110 perquisizioni e 40 arresti (eseguiti dalla gendarmeria nazionale) al termine di un’inchiesta partita a seguito di una denuncia presentata dal console generale italiano a Buenos Aires, Giancarlo Curcio, per la falsificazione di documenti finalizzati all’ottenimento di passaporti comunitari. Dei trecento passaporti sospetti più della metà sono di calciatori che, pur non avendo avi italiani, erano in cerca di quel passaporto che gli avrebbe spalancato le porte del calcio europeo senza troppi problemi. Tra le situazioni al vaglio della magistratura argentina ci sono anche quelle del laziale Juan Pablo Carrizo e del neo acquisto del Napoli, German Denis (oltre a Bergessio, Scaparoni, Forlin). È bene precisare, però, che sia il primo che il secondo sono arrivati in Italia come extracomunitari.
Il portiere della Lazio, peraltro, ha deciso di rinunciare alla cittadinanza comunitaria dopo essersi accorto di non avere i requisiti per ottenerla. Esattamente un anno fa, infatti, il consolato italiano in Argentina, a seguito della domanda presentata dal calciatore al comune di Pinerolo, rispose al sindaco del piccolo centro piemontese che la documentazione presentata da Carrizo aveva allegato un atto falso, cioè il certificato di nascita dell’avo in questione. Ne scaturì una denuncia alla magistratura italiana, che in seguito ha scagionato Carrizo da qualunque responsabilità, e un’altra a quella argentina che ora si è messa all’opera controllando approfonditamente queste organizzazioni che chiedevano «tra i 20 e i 30 mila euro per un passaporto».
REAZIONI – Lotito ieri ha manifestato totale tranquillità: «La Lazio non ha alcun problema, perché Carrizo non ha il passaporto italiano ed è stato tesserato come extracomunitario» . Sereno anche il portiere argentino: «Sono molto tranquillo, non c’è nessun problema. Anche il mio procuratore, Pablo Sabbag, è tranquillo».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Napoli: «Denis è stato tesserato come extracomunitario ed è in possesso di regolare passaporto argentino. Ciò è stato possibile in quanto già accolta la pratica della doppia residenza di uno dei tre stranieri già in organico al Napoli, il brasiliano Inacio Pià»
L’INDAGINE – Gli inquirenti, come scrive il quotidiano argentino Clarin, sospettano che «la banda contasse sul fondamentale appoggio di un impiegato del consolato italiano e di un altro del comune di una località italiana che non è trapelata». Inoltre sarebbero coinvolti nella faccenda anche club italiani che avrebbero pagato per il rilascio di questi passaporti falsi e, forse non a caso, sono finiti nell’occhio del ciclone dei magistrati alcuni agenti di calciatori. Secondo Sergio Barzola, avvocato del consolato italiano, «ci sono state persone che hanno fatto ricorso a queste gestioni perché pensava di essere nelle condizioni di ottenere la doppia cittadinanza, e quindi in questi casi ci si è approfittati della loro buona fede; altre persone invece sapevano di non essere nelle condizioni di potere richiedere la doppia cittadinanza e hanno fatto ricorso a questi posti perchè gli promettevano l’ottenimento di questa documentazione in qualsiasi modo. Sono state falsificate le firme e scoperti timbri falsi, e precisamente la firma del console generale Curcio. Stiamo parlando di una mega causa e la Repubblica italiana è la più colpita da questo modo di agire».

Fonte: Corriere dello Sport, 13 luglio 2008

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