Omicidio Sandri; Testimoni: L’agente era a braccia tese

Un’agente di polizia con le braccia tese che impugnava una pistola con due mani: è il ricordo di Fabrizio Galile, uno dei testimoni ascoltati oggi al processo per l’omicidio di Gabriele Sandri che vede come unico imputato l’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella. “Vedevo le braccia, erano distese, parallele al suolo – ha raccontato nel corso dell’udienza – e tutte le due impugnavano con arma da fuoco. Mi sono girato e mentre andavo via ho udito lo sparo”. Galilei ha quindi aggiunto di aver visto una macchina con delle persone intorno, nell’area di servizio opposta, che sembrava essere oggetto dell’attenzione del poliziotto: “Stava puntando verso l’alto,ma non so se il veicolo fosse in movimento o meno”. Galilei in quel momento era in sosta all’area di servizio di Badia Al Pino durante un viaggio di lavoro insieme a Emanuele Fagioni e Fabio Rossini, anche loro chiamati a testimoniare stamattina: “Ho un flash, uno sparo e poi del fumo bianco” ha spiegato Rossini parlando di quel giorno, e precisando di non aver visto lo sparo ma di aver visto l’agente della Polstrada fermarsi e cercare il giusto posizionamento. “Si è mosso più volte prima di sparare – ha sottolineato – quello che mi ha colpito, non vedendo nulla al di là , e chè cercasse la posizione come se vedesse un qualcosa che io non vedevo”. Il testimone ha quindi aggiunto di credere che non sia partito alcun colpo di pistola mentre l’agente correva.

Fonte: Apcom

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