Omicidio Gabriele: Le telefonate al 118

Le comunicazioni fra il Centro operativo autostradale (Coa) della polizia e il 118, per chiedere un’ambulanza, e le risposte che un amico in auto con Gabriele Sandri dà agli operatori sanitari: “E’ una ferita di arma da fuoco, un foro al collo, al collo. E’ urgente 118”.

Sono le telefonate fra i soccorritori e le persone che l’11 novembre del 2007 erano con Sandri: pochi minuti prima il tifoso laziale era stato raggiunto dallo sparo del poliziotto Luigi Spaccarotella, in’un area di servizio sull’A1, ad Arezzo.

Le telefonate sono state fatte ascoltare in un servizio del Tg2. “Probabilmente è un’azione di polizia per cui non ci vogliono raccontare nulla, però vogliono un medico”, dicono dal Coa al 118, che risponde: “Siamo riusciti a sapere che è una ferita di arma da fuoco”. Dal Coa aggiungono: “Hai bell’e capito, no?”. Seguendo le indicazioni telefoniche dei sanitari, l’amico di Sandri dice agli altri: “Tamponate l’emorragia con questa sciarpa, bisogna tamponare l’emorragia, è importantissimo”. Dieci minuti dopo l’allarme al 118, scattato alle 9.16, l’ambulanza arriva da Sandri. Poi il medico parla con il 118: “E’ morto”. “Ma come è possibile – rispondono – era in un’area di servizio e gli hanno sparato?”.

Nella prima telefonata al 118, l’agente del Coa spiega: “La pattuglia mi richiede un’ambulanza con medico, al casello di Arezzo. Non mi chiedere altro perchè non siamo riusciti a capire qual è il problema”. Poi, rispondendo alle domande dell’operatore sanitario, aggiunge: “Ho preso un 113, ho appena parlato con Battifolle, ma non mi ha saputo dire niente il collega. Quello che ho sentito io, perchè ho rintracciato il richiedente, dovrebbe essere una ferita da arma, ma poi mi ha riattaccato”.

Intanto, per mercoledì, in corte d’Assise ad Arezzo, è prevista la terza udienza del processo per la morte di Gabriele Sandri. In aula ci saranno le testimonianze degli agenti che svolsero le prime indagini e, probabilmente, degli amici di Gabriele Sandri, che l’11 novembre del 2007 erano in auto con lui. L’imputato, Luigi Spaccarotella, accusato di omicidio volontario, si è presentato alla prima udienza ma non alla seconda; mercoledì dovrebbe essere in aula

Fonte: repubblica

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