Memorial Renzo Nostini

COMUNICATO STAMPA

Per non dimenticare colui che ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più belle dello Sport Italiano. Colui che da atleta è stato capace di tagliare i più ambiti traguardi in almeno quattro discipline – scherma, nuoto, pallanuoto e rugby – e da dirigente (tra le tante cariche ha ricoperto quella di Presidente Onorario del CONI) è stato ancor più ubiquo, dando un contributo di esperienza, capacità organizzativa e limpidezza a numerosissime associazioni sportive, in campo nazionale ed internazionale.
Con questo obiettivo è stato ideato il “Memorial Renzo Nostini” – fortemente voluto dal Prof. Avv. F.M. Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma e presidente generale onorario della S.S. Lazio -, che verrà presentato martedì 21 ottobre p.v. alle ore 17 a Roma al Circolo Canottieri Lazio (in Lungotevere Flaminio n. 25)
L’evento, che andrà di scena dal 24 al 26 ottobre al CPO “Giulio Onesti”- Acquacetosa, vedrà le sfide – nelle quattro discipline tanto care a colui che è stato al centro del movimento sportivo nazionale ed internazionale per più di due terzi di secolo – tra giovanissimi di età compresa fra gli 8 e i 14 anni. Quei giovanissimi verso i quali Renzo Nostini riteneva fosse assolutamente necessario che il mondo dello sport volgesse la massima attenzione. Quei giovanissimi che saranno i campioni del futuro.

Chi era Renzo Nostini

L’atleta. E’ stato protagonista di epici trionfi nella scherma. Sette gli ori conquistati ai mondiali: con il fioretto a squadre nel ’37 a Parigi, nel ’38 a Piestany, nel ’49 a Il Cairo (anche nella sciabola a squadre), nel ’50 a Monte Carlo (anche con il fioretto individuale), nel ’54 in Lussemburgo. Quattro le sue medaglie d’argento alle Olimpiadi, di cui due nel fioretto e sciabola a squadre nel 1948 a Londra e due nel fioretto e sciabola a squadre nel 1952 a Helsinky. Senza contare le sette medaglie d’argento nei Campionati del Mondo: tre nel fioretto a squadra nel 1947, 1951 e 1953, una nel fioretto individuale nel 1949 e tre nella sciabola a squadra nel 1951, 1953 e 1955. E’ stato, inoltre, un esempio di versatilità sportiva unica, eccellendo: nel nuoto, in cui è stato primatista italiano di staffette a stile libero, nella pallanuoto e nel rugby, ove ha partecipato a numerosi campionati di serie A, e nel pentathlon moderno, sfiorando la partecipazione alle Olimpiadi del 1936.

Il dirigente. E’ stato uno dei nomi che più hanno rappresentato e spinto lo sviluppo dello sport in Italia. Fino alla sua scomparsa, avvenuta nell’ottobre del 2005,
oltre che Presidente Generale della S.S. Lazio (dal 1976 al 1982 e poi dal 1992) e Presidente Onorario del CONI (dal 1994), era anche Presidente della S.S. Lazio Nuoto (dal 1947) e della S.S. Lazio e Primavera Rugby (dal 1998). Tra le altre cariche da lui ricoperte in passato quelle di: Vice Presidente del Coni dal 1967 al 1973 e poi dal 1989 al 1993; Presidente della A.S. Rugby Roma dal 1948 al 1954; Presidente della Federazione Italiana di Scherma dalla fine del 1960 agli inizi del 1994. Ed ancora: nel 1947 fu nominato primo presidente del CUSI e fondò, con uno svizzero e un lussemburghese, la FISU. Nel 2002 gli fu assegnata la più alta onorificenza del Coni, ossia il Collare d’Oro al Merito Sportivo, mentre precedentemente era stato insignito della Medaglia d’Oro al Valore Atletico (1979) e dell’Ordine Olimpico (1984).

Roma, 14 ottobre 2008

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa 335 5388584
Mailto: ufficiostampa@sslazionuoto.it

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