L’incubo Cassano

La difesa della Lazio con l’incubo Cassano. Il barese e Pazzini rappresentano gli elementi più forti e pericolosi della Sampdoria, quelli che hanno messo in difficoltà ed eliminato l’Inter in semifinale di coppa Italia, sui quali si appuntano le speranze degli oltre ventimila tifosi doriani che saranno presenti all’Olimpico per la finale di mercoledì 13 maggio. Contro i nerazzurri la retroguardia biancoceleste ha sbandato troppe volte, soprattutto nei due centrali, l’inedita coppia Rozehnal-Radu, trafitta dai colpi di uno spietato Ibrahimovic. Adesso l’obiettivo si orienta su Antonio Cassano, il ”faro” e il ”fosforo” dei blucerchiati.

L’esperimento di Delio Rossi, di spostare Siviglia a destra, al posto di Lichtsteiner, schierando contemporaneamente tre centrali, non ha dato gli esiti sperati. Il rumeno, da tempo in naftalina, e sempre impiegato come esterno in questo campionato, ha confermato una inspiegabile involuzione tattica e una condizione atletica alquanto deficitaria. Risultando tra i peggiori in campo, facendo rimpiangere Siviglia, che il tecnico ha riportato nel suo naturale ruolo a metà ripresa, a punteggio ormai acquisito. Un assetto che ha restituito un pizzico di sicurezza anche allo spaesato Rozehnal.

Se Rossi ha voluto provare Siviglia a destra, per dirottarlo sulle piste di Cassano, l’augurio è che si ravveda da questo azzardo tattico che gli frulla in mente. Il doriano, pur partendo dal settore sinistro, ama svariare su tutto il fronte offensivo spostandosi, con rapidità, ora al centro, ora a destra, proprio per non dare punti di riferimento precisi agli avversari. Ha passo agile, dribbling secco, intuizioni e classe da vendere. Uno di quei calciatori tanto imprevedibili, quanto difficili da marcare, soprattutto in spazi ampi, quelli che Lazio, necessariamente, dovrà un po’ concedere per fare una partita che dovrà vincere. Siviglia è un centrale esperto che, proprio in questa collocazione tattica, riesce a dare il meglio di se stesso. Da esterno ha giocato in pochissime occasioni, dimostrando comprensibili limiti di passo e di agilità, anche in considerazione dell’età avanzata. Pensare che possa marcare Cassano è un’ipotesi che lascia alquanto perplessi e che racchiude rischi imprevedibili.

Del resto, togliendo Siviglia dal centro, si indebolirebbe la zona davanti a Muslera e si aprirebbero interrogativi sulla fascia destra. Allora perché affidarsi a situazioni che non offrono garanzie nella partita più delicata e importante della deludente stagione laziale? E’ un interrogativo che è lecito porsi dopo l’incontro di San Siro e in vista della sfida dell’Olimpico che potrebbe regalare alla Lazio coppa Italia, Europa e momenti di gloria. La finale è troppo sentita e importante per aumentare il coefficiente di incertezze, già alto sia per il valore della Samp, che per le difficoltà di una gara secca. Dopo le tante delusioni in campionato, è vietato sbagliare nella serata di Coppa. Nella gara di Marassi, Lichtsteiner ha sofferto parecchio le finte e il passo di Cassano, perchè lo svizzero ha lacune come difensore. Però è sicuramente più agile e più veloce dello stagionato Siviglia, nel contesto di una partita tirata.

Il lavoro dell’allenatore biancoceleste ha consentito alla formazione di acquisire alcune certezze di fondo, tra le quali il buon rendimento complessivo di Lichtsteiner come difensore di fascia destra, e quello di Siviglia come centrale. Partendo da questi presupposti, diventa difficile spiegare e capire il perché bisognerebbe cambiare assetto proprio nell’appuntamento più atteso e decisivo. Cassano va limitato, questo è sicuro, perché catalizza quasi tutte le azioni doriane più incisive, ma la Lazio dovrà vincere sfida e Coppa facendo affidamento sulle sue qualità, che restano di buon livello, e con le sue certezze. Di uomini e di ruoli.

Fonte: Il Messaggero

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