LE SENTENZE DELLA CAF: JUVE IN B, REVOCATO LO SCUDETTO 2005

ROMA – La Commissione d’appello federale ha emesso le sentenze di primo grado del processo per illecito sportivo, lette dal presidente Cesare Ruperto all’Hotel Parco dei Principi che ha detto: “abbiamo lavorato senza alcun condizionamento o interferenza”.

La Juventus perde due scudetti e riparte dalla serie B con 30 punti di penalizzazione, l’equivalente di dieci sconfitte. Anche Fiorentina e Lazio retrocesse in B con rispettivamente con 12 e 7 punti di penalizzazione. Il Milan invece resta in A, ma non potrà giocare la Champions League, avendo avuto 44 punti di punti di penalizzazione nell’ultimo campionato. La prossima stagione la disputera’ partendo da -15 punti.
E’ questo il senso della sentenza su ‘calciopoli’. La Juventus si salva dalla serie C, ma dovrebbe fare un miracolo per riuscire a ritornare in serie A nel giro di una sola stagione. Anzi, non sarà facile neppure salvarsi dalla retrocessione. Pesanti anche le sentenze su Fiorentina e Lazio, per le quali i giudici hanno visto una differenza di colpevolezza, viste le retrocessioni con cinque punti di penalizzazione in meno per i biancazzurri rispetto ai 12 inflitti ai viola.

Il Milan ha ottenuto una sanzione minore di quella richiesta dall’accusa perché “deve rispondere dell’illecito a titolo di responsabilità oggettiva”. Così si legge nel dispositivo della sentenza emessa dalla Caf che “ritiene, in ragione dell’entità del fatto, di non dover infliggere la sanzione della retrocessione all’ultimo posto in classifica, ma di applicare la sanzione minore”.
Nonostante la penalizzazione di 44 punti nell’ultimo campionato, il Milan potrebbe comunque partecipare alla coppa Uefa nella prossima stagione. L’Italia ha infatti diritto a tre posti nella seconda competizione continentale e la penalizzazione porta il Milan da 88 a 44 punti in classifica proprio alle spalle dell’Empoli, che però ha già rinunciato alla licenza Uefa e quindi a partecipare alle coppe. I tre posti Uefa vengono infatti assegnati alla 5/a e alla 6/a classificata e alla squadra vincitrice della coppa Italia. L’Inter, che si è aggiudicata quest’ultimo trofeo, parteciperà alla Champions League, così come la Roma, finalista di coppa. In questo caso, l’ultimo posto Uefa viene assegnato alla 7/a squadra classificata che sarebbe appunto il Milan, a meno che nella sentenza della Caf non ci sia un’esplicita sanzione che vieti la partecipazione della squadra rossonera alle coppe.

Cinque anni di inibizione con proposta di radiazione per Luciano Moggi, ex dg della Juventus, e per Antonio Giraudo, ex ad del club bianconero.
Quattro anni e sei mesi di inibizione per Franco Carraro, ex presidente della Federcalcio.
Quattro anni e sei mesi di inibizione per Massimo De Santis, arbitro di serie A.
Un anno di inibizione per Adriano Galliani, ex presidente della Lega calcio e vicepresidente del Milan.
Quattro anni di inibizione e 30 mila euro di multa per Diego Della Valle, azionista di maggioranza della Fiorentina, tre anni e sei mesi per Andrea Della Valle, presidente del club viola.
Tre anni e sei mesi di inibizione più una multa di 40.000 euro per Claudio Lotito, presidente della S.S. Lazio.
Due anni e sei mesi di inibizione sono stati inflitti dalla commissione d’appello federale, all’ex designatore Luigi Pairetto e al presidente dell’Aia Tullio Lanese. La sentenza di primo grado del processo per illecito sportivo ha invece stabilito un difetto di giurisdizione per l’altro designtore di A e B, Paolo Bergamo.
Cinque anni di inibizione sono stati inflitti all’ex vicepresidente della Figc, Innocenzo Mazzini, dalla commissione d’appello federale, con la sentenza di primo grado del processo per illecito sportivo.
Tre anni e sei mesi di inibizione sono stati inflitti a Leonardo Meani, dirigente del Milan addetto agli arbitri.
Sono stati prosciolti dalla Commissione d’appello federale gli arbitri Paolo Bertini, Pasquale Rodomonti, Paolo Tagliavento, Gianluca Rocchi e Domenico Messina. Tre anni e sei mesi di inibizione sono invece stati inflitti a Paolo Dondarini. Tre mesi a Gianluca Paparesta.

Fonte ANSA 14 luglio 2006 ore 23.00

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