Lazio da rifare: manca la personalità

Le premesse e le aspettative erano ben altre, invece è stata una giornata pesante per la Lazio scavalcata dal Cagliari, avvicinata dall’Atalanta a un punto e malinconicamente relegata al nono posto in classifica.

L’Uefa è lontana 5 lunghezze e il sesto posto è occupato dalla Roma, che i biancocelesti affronteranno il sabato di Pasqua. La situazione, dopo le due sconfitte contro Chievo e Catania, si è quindi fatta complicata tanto da mettere in serio pericolo la possibilità di conquistare un posto utile per tornare in Europa. La formazione di Rossi non segna da due turni e deve fare i conti con la crisi del suo elemento più forte, Goran Pandev, a secco da oltre 2 mesi, e sfortunato anche dal dischetto con l’errore decisivo commesso a Catania. Il presidente Lotito non è assolutamente soddisfatto dei risultati e ha messo tutti sotto esame: allenatore, calciatori, staff. Anche se mancano 9 incontri di campionato, è già tempo per stilare i primi bilanci di primavera. Le decisioni verranno prese più avanti, magari dopo il ritorno di coppa Italia contro la Juventus a Torino, in programma il 22 aprile. Però, nella stagione in cui Lotito ha investito di più (oltre 25 milioni di euro), per tornare a essere ambiziosa e competitiva, si ritrova in una posizione anonima di classifica, con 12 sconfitte in campionato, col derby d’andata perso e con l’Europa sempre più lontana. Non resta che affidarsi alla coppa Italia diventata, forse, l’ultimo obiettivo per dare un senso concreto a un’annata costellata di troppe delusioni e tanti rimpianti.

Il calendario rappresenta un duro ostacolo sulla strada che porta in Uefa. Nelle restanti 9 giornate, infatti, la Lazio dovrà affrontare 5 trasferte, tre delle quali contro Genoa, Inter, Juventus. E, nelle 4 gare all’Olimpico, è compreso il derby. Come si vede, un persorso difficile che la squadra di questo periodo, che ha smarrito gioco, gol e personalità, non appare in grado di superare indenne. Rispetto allo scorso campionato la Lazio conta 4 punti in più, ma occupa la stessa posizione e, soprattutto, rischia di battere il record di 14 sconfitte della gestione-Rossi, stabilito nel 2007-2008. Durante la sosta il presidente parlerà ancora con tecnico e squadra: sia per manifestare il disappunto per il rendimento, che per spronare il gruppo a un gran finale di stagione. In fondo, ci sono ancora in palio 27 punti. Da oggi a fine maggio tutti dovranno guadagnarsi la conferma, a partire da Delio Rossi che aspetta sempre la chiamata per il rinnovo del contratto. Lotito ha detto e ripetuto che valuterà il futuro in base ai risultati che, al momento, non sono in sintonia né con i programmi, né con le pretese della società.

La fiducia nel tecnico, che il presidente, in più d’una occasione, ha ribadito pubblicamente, non è così scontata come potrebbe sembrare perché resta comunque legata al bilancio finale della Lazio. Se la squadra dovesse fallire l’Uefa e non vincesse la coppa Italia, chiudendo sugli standard di queste ultime giornate, il divorzio tra Rossi e Lotito sarebbe inevitabile. Ed è proprio l’attesa per i risultati che induce il presidente a rimandare l’incontro per discutere del rinnovo. In quest’ottica, il 22 aprile diventa il giorno della verità per definire il prosieguo del rapporto. Ma, oltre a Rossi, la parte finale della stagione deciderà anche il futuro di diversi calciatori. Tutti sotto esame e tutti dovranno tirar fuori qualcosa di più per guadagnarsi la fiducia della società e dei tifosi, profondamente delusi dai risultati.

Fonte: ilmessaggero.it

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