La notte di Zàrate e Cassano

Sarà la loro notte, due geni del calcio a confronto: Maurito Zarate, 22 anni, contro Antonio Cassano, 27 anni. Il giovanissimo argentino arrivato dal Qatar e il barese finalmente maturato dopo il recente fidanzamento, uno di fronte all’altro nella finale di Coppa Italia tra Lazio e Sampdoria. La classe al servizio di se stesso per Zarate che ha proprio nell’egoismo il suo difetto più grande, l’altruismo acquisito negli anni per un Cassano che spesso inventa giocate straordinarie per il cecchino Pazzini. Difficile scegliere tra due campioni capaci di illuminare le partite di Lazio e Sampdoria. Gli allenatori studiano «gabbie», marcature particolari, pensano di spostare pedine proprio per arginare i colpi di genio dei due fantasisti capaci di cambiare il corso della partita in ogni secondo. Un’apertura illuminante, un dribbling ubriacante, un tiro telecomandato, entrambi sono capaci di inventare, di creare calcio dal nulla. Ecco la sfida decisiva di una partita equilibrata tra due squadre che sono state capaci di esaltarsi solo nella Coppa Italia mentre in campionato hanno messo insieme tante delusioni. In questa stagione hanno deciso le due gare tra Lazio e Samp. All’Olimpico Maurito aprì le marcatura con un sinistro da fuori area. Il primo vero colpo da campione che proprio in quel caldo pomeriggio romano cominciò a far innamorare i tifosi laziali. Al ritorno il cambio della guardia. Partita bloccata sull’1-1, Cassano prende palla, si beve la coppia Lichtsteiner e Ledesma e infila Muslera sul palo lontano: favoloso. Ora la «bella» nella partita più difficile, una gara che non avrà appelli con eventuali supplementari e rigori. Per i sessantacinquemila spettatori dell’Olimpico lo spettacolo è assicurato con i due fenomeni di Lazio e Sampdoria. E dire che Cassano ha rischiato di giocare questa partita con la maglia della Lazio visto che il Real Madrid lo aveva offerto anche a Lotito. Il presidente biancoceleste decise di lasciar cadere quell’ipotesi per il costo eccessivo e la paura che lo spogliatoio non accettasse l’arrivo del barese. Peraltro Cassano è risultato spesso decisivo nei derby con tre gol segnati alla Lazio (uno clamoroso al 90′ di testa che costò alla squadra di Mancini una vittoria strameritata). Tant’è, mancano ancora 24 ore e poi si scoprirà chi riuscirà a condurre la propria squadra alla vittoria della Coppa Italia. Zarate sogna di lasciare subito il segno, Cassano di ottenere la consacrazione definitiva e magari una chiamta di Lippi per la Conferation Cup.

Fonte:iltempo.it

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