La notte della verità

Rinascita oppure fallimento. Novanta minuti e potrebbero diventare anche centoventi (previsti supplementari e rigori) per chiudere una stagione deludente in campionato e farla diventare un punto di ripartenza dopo cinque anni in chiaroscuro. Lazio-Sampdoria, finale unica di Coppa Italia, significa tanto per entrambe le formazioni. Intanto consente di alzare un trofeo al cielo e non è che i due club abbiano la bacheca modello Real Madrid, poi consente di iscriversi al tabellone principale dell’Europa League, la nuova Uefa. Inoltre la vincitrice della Tim Cup guadagnerà un altro paio di milioni di euro oltre alla possiiblità di incassare un bel assegno per la finale di Supercoppa contro l’Inter in programma l’8 agosto a Pechino.

Pazzesco, una sola partita che può stravolgere il destino futuro dei due club: in bilico gli allenatori Rossi e Mazzarri, in bilico i giocatori migliori, Pandev e Cassano che in caso di successo potrebbero anche scegliere di proseguire la loro avventura a Roma e Genova. Ci saranno 65.000 spettatori dei quali almeno 45.000 laziali ma i ventimila doriani riusciranno comunque a far sembrare una bella fetta dell’Olimpico come la gradinata Sud di Marassi. Difficile capire dai volti dei protagonisti, le due squadre si sono allenate allo stadio, chi arriva meglio all’appuntamento più importante dell’anno.

C’è tensione, tanta, da parte laziale perché la pressione di giocare all’Olimpico può rappresentare un clamoroso boomerang. E poi il rendimento casalingo della banda di Rossi non è di certo straordinario (sette sconfitte in campionato) e, se si escludono le vittorie contro Fiorentina e Roma, la Lazio non è mai riuscita a raggiungere livelli importanti di gioco. In casa Samp la situazione è simile perché tra i 22 che scendono in campo si contano sulle dita di una mano quelli che sono abituati a sfide di questo genere. Tant’è, doriani in formazione tipo, Lazio con l’assenza pesantissima di Matuzalem e le condizioni fisiche non perfette di Foggia e Pandev. I due fantasisti guideranno l’attacco insieme con Zarate ma non saranno al top e potrebbero pagare nel corso della partita i tanti allenamenti saltati nelle ultime settimane.

A centrocampo il tecnico romagnolo ha scelto Dabo per non stravolgere un reparto che con l’assenza del brasiliano, dispone di poche alternative di qualità. Ecco il francese a fianco di Ledesma, con Brocchi e Lichtsteiner conservati nei rispettivi ruoli sulla fascia destra, il primo in mezzo, il secondo in difesa. A livello tattico si scontrano due filosofie diverse: il 4-4-2 di Rossi molto offensivo, il 3-5-2 di Mazzarri che si avvale del cannoniere Pazzini pescato nel mercato di gennaio e capace di trasformare in oro tutto quello che Cassano inventa. Sfida equilibrata in campo e fuori con i due allenatori in partennza che secondo indiscrezioni di radio mercato potrebbero addirittura scambiarsi le panchine. Arbitrerà Rosetti con il presidente della Repubblica Napolitano che consegnerà il trofeo nella mani di Rocchi o di Palombo. Appuntamento alle 20.45, diretta su Rai1 per conoscere la verità: chi tra Lazio e Samp riuscirà a salvare la stagione?

Fonte: iltempo.it

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