Formello, il silenzio non è d’oro

C’è un paradosso a Formello legato alle voci dei calciatori. Dentro le mura del Centro Sportivo, da ormai 77 giorni di fila, vige il silenzio. La sala stampa non vede calciatori dal 14 gennaio, giorno in cui Ousmane Dabo si presentò davanti ai microfoni. Unico a parlare mister Delio Rossi, nei consueti appuntamenti pre partita. Non per questo, però, i componenti della rosa biancoceleste non hanno avuto modo di esternare i propri pensieri. Il caso dell’ultima settimana è eclatante: Pasquale Foggia, direttamente dal ritiro di Coverciano, ha dichiarato di essere in totale accordo con il presidente Lotito, a proposito dell’atteggiamento sbagliato con il quale la squadra spesso è scesa in campo. Tutto bene, fino a quando l’attaccante napoletano ha detto di pensarla diversamente da Delio Rossi, riguardo al fatto che la Lazio non sia ancora una squadra. Nelle parole di Foggia c’era la voglia di far ricredere il proprio allenatore, tutto qui. La società era però lontana e la portata delle dichiarazioni ha assunto proporzioni più grandi di quanto meritasse. A Formello, nella protetta sala stampa, il risultato sarebbe stato diverso. A oggi, però, le uniche occasioni che i tifosi hanno avuto per ascoltare Foggia sono state la sua prima intervista ad Auronzo di Cadore, quest’estate, e alcuni passaggi nelle radio locali. Se per l’ex cagliaritano si parla di qualche piccola onda increspata, bisogna parlare di maremoto per quel che riguarda Carrizo. Il numero uno argentino, dal ritiro della propria nazionale, ha risposto alle domande dei colleghi sudamericani, esternando tutto il malessere per la situazione che si è venuta a creare a Roma nei suoi confronti. Venerdì tornerà alla base, ad attenderlo c’è una sostanziosa multa. A questo punto, però, il danno procurato dalle sue dichiarazioni è evidente. Una voce che parte dall’Argentina per arrivare in Italia passa attraverso penne e taccuini, attraverso email e traduzioni, rischiando di veder mutato il proprio contenuto. Fino a qualche settimana fa gran parte dei tifosi proteggeva Carrizo mentre adesso, leggendo le sue parole (”non penso di aver sbagliato sul campo, a molti non piace la mia faccia, il mio stile”) molti lo ritengono un ingrato. L’argentino, volente o no, nella sala stampa di Formello avrebbe spiegato, nei termini più adatti alla realtà romana, i propri problemi. Le parole sono importanti e vanno usate nel miglior modo possibile.

FOnte: epolis

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