Berni: Perchè non mi facevano giocare?

Ricominciare. E ha ricominciato: «Sono quello di prima con più esperienza, ma il giudizio deve darlo il campo. Gli ulti­mi due anni mi sono serviti per crescere, mi sono allenato con dei campioni come Peruz­zi e Pandev, Rocchi e gli altri. Sento che pos­so migliorare ancora con il lavoro, per dare il massimo ». Tommaso Berni ha ricomincia­to. Ed è tornato a volare, da palo a palo. Due rigori bloccati nelle ultime due partite. Ha ipnotizzato Caracciolo del Brescia e Sgrigna del Vicenza. Era finito all’inferno…: «Da buon fiorentino diciamo che ho vissuto due anni di purgatorio. E’ stato bello rivedere la luce e riprovare l’emozione del campo, di una curva che canta, di una partita da gio­care. Ho subìto un’ingiustizia ma non ho mai pensato di mollare. Questa storia mi ha fat­to crescere, ha rafforzato il mio carattere» . E’ arrivato in serie B e s’è messo in scia ai migliori (solo due portieri hanno parato tre rigori). Sa parare pure lui…

Berni, è la sua rivincita.
«Speravo di rientrare e di esprimermi co­sì come sto facendo. Ho resistito per due an­ni, ora sono felicissimo».

La Salernitana le ha dato l’occasione per rinascere.
«A Salerno mi trovo bene, c’è un pubblico caldo, una bella città, mi sento di nuovo un giocatore».

Nella Lazio non le hanno dato la possibi­lità di provarci. Visto Muslera? Si è rilancia­to.
«Muslera sta facendo bene, sono contento. Giocare è fondamentale per migliorare, sta dimostrando il suo valore. Rimpiango il fat­to che a tutti sia stata data una possibilità e a me no. E non ho mai capito il perché. Que­sto mi brucia però nelle difficoltà mi esalto. Ora non ci penso più».

La Lazio, per lei, da sogno è diventata un incubo. Due anni senza giocare, come ha fatto a ripartire?
«E’ stato come uscire da un brutto infortu­nio. Nelle prime gare stai benissimo, hai la carica dentro e non senti nessuna difficoltà. Mi mancava la porta, mi mancava la partita ufficiale. Ci è voluto del tempo, ma ora sono felice e so che posso dare di più. Ogni parti­ta è un passo in avanti».

Ora qual è il suo sogno?
«Punto sempre a palcoscenici importanti. Ma il mio primo obiettivo è non avere rim­pianti. Spero che la fortuna giri dalla mia parte».

La Salernitana e mister Castori credono in lei. Era quello che ci voleva.
«Non potevo chiedere di più. Siamo un gruppo solido, mi sono inserito molto bene. Meritiamo di conquistare la salvezza in an­ticipo, la classifica non rispecchia i valori della nostra squadra e del gioco che espri­miamo ».

Capitolo rigori. Ne ha parati due di fila. Raccontiamoli…
«Contro il Brescia l’ho parato a Caraccio­lo, contro il Vicenza a Sgrigna. Mi è andata bene, diciamo così…! Entrambi sono due de­stri. Dico sempre che per il 50% è fortuna e per l’altro 50 è bravura».

Beh, non è poi così semplice…
«Studio gli attaccanti che incontro, cerco di star fermo sino all’ultimo istante per ca­pire dove tirano. Parare due rigori di fila non mi era mai capitato…».

Chi ha sentito dei suoi ex compagni?
«Roma è il mio punto di ritrovo per la fa­miglia. E con i ragazzi ho mantenuto un ot­timo rapporto. Mi hanno fatto i complimen­ti in tanti, abbiamo passato insieme tre anni e questo non si dimentica».

Quale sarà il suo futuro?
«Sono andato via in prestito secco. La La­zio è un grande club, sarebbe bello tornare e dimostrare ciò che valgo. Vorrei poter gio­care le mie chance, però senza commettere l’errore di restare fermo. Se c’è la possibili­tà di lottare per un posto bene, altrimenti sa­rà meglio andare altrove. Spero si spossano spalancare diverse prospettive».

Ha già perso troppo tempo…
«Quello del portiere è un ruolo delicato, non puoi rischiare di cambiare squadra ogni sei mesi. C’è bisogno di stabilità».

E il suo amico Peruzzi l’ha chiamata? Compagni di Lazio, amici nella vita, com­pagni nell’hobby della caccia.
«Mi ha chiamato, ci sentiamo spesso. Ora però lui è impegnato in nazionale con Lippi ed io sono a Salerno. E poi la caccia si è chiu­sa. Ci rivedremo».

Fonte: Corriere dello sport

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