La stagione della Lazio, in termini di coronarie, terminerà domenica 17 maggio al triplice fischio del direttore di gara del derby. Un’annata contraddistinta da una serie di unicum, tutti negativi. Partiamo dal blocco del mercato all’esposto fra medici, inframezzati da oltre 50 infortuni tra muscolari e traumatici.
Dopo il “triste” ko nella finale di Coppa Italia con l’Inter, la Lazio per la seconda volta consecutiva resterà fuori dall’Europa, fattispecie avvenuta solo nel primo biennio di Lotito quando i biancocelesti, campionato 2004-2005, si salvarono anche grazie alla svista di Rosetti sul fallo di mano solare di Zauri in Lazio-Fiorentina, penultima giornata.
Proprio dopo la stracittadina tutto il mondo di Piazza della Libertà spera di sciogliere il primo nodo dell’anno che verrà: chi sarà l’allenatore dei capitolini? Sarri ha un contratto fino al 30 giugno 2028, circa tre milioni netti a stagione. Il tecnico toscano e Lotito hanno infatti in programma un vertice già dopo il 17 maggio.
La speranza, sia per gli addetti ai lavori, sia soprattutto per i tifosi, è che la trattativa tra presidente e allenatore sia veloce e non diventi una soap opera. Insomma, si eviti, per carità cristiana, una serie di puntate di detti e non detti, tradotti in puntate da soap opera con finali aperti. Se Lotito si aspetta le dimissioni di Sarri sbaglia, e di grosso. Il Comandante già due stagioni fa compì il gesto, rinunciando ad un anno di contratto. Impossibile e soprattutto, profondamente scorretto, attendersi il bis dopo tutte le promesse inevase di questa stagione.
Sarri, dal canto suo, proprio per tutto l’amore versato ai tifosi e dimostrato con i fatti, sa come un’altra maratona di “resto-non resto”, sarebbe un altro fendente nell spirito dei sostenitori laziali, già messo a dura prova da anni pieno di bugie e contraddizioni targati Formello.
Se Sarri e Lotito scelgono di continuare insieme lo dicano subito, convintamente, senza poi dover assistere a frasi del tipo “ma Sarri non cambia mai e i giocatori sono scontenti”, piuttosto che “mi avevano promesso A, è arrivato c”. Lo stesso avvenga in caso di separazione. Se Sarri non si fida più, che Lotito gli dia la buonuscita che merita, perché pretendere da Sarri le dimissioni a costo zero sarebbe illogico. La risoluzione consensuale al momento appare la strada più probabile.
Lotito risparmierebbe una parte del compenso dovuto e si metterebbe subito alla ricerca del nuovo tecnico. Sarri sarebbe libero di accasarsi, si parla di Atalanta e Napoli, con gli orobici in vantaggio. Soprattutto, non si costringano i laziali a tirare la monetina fino a luglio “Sarri sì Sarri no”. Sarebbe una pena afflittiva che nessun sostenitore biancoceleste potrebbe sopportare.
Foto: sslazio.it
