TRA I BANCHI – Di Gennaro: “Lavoro per essere il vice-Leiva. Il gruppo il nostro segreto”

Solo sette minuti per lui in stagione, arrivato dal Cagliari a parametro zero con un ruolo importante: far respirare il faro di Inzaghi, Lucas Leiva, nei momenti di stanca del regista brasiliano. Davide Di Gennaro è finalmente rientrato in gruppo, così ai ragazzi dell'Isitituto Leonardo da Vinci stamattina racconta i primi mesi della sua avventura a Roma. “Noi nuovi siamo stati accolti bene, il gruppo è forte e compatto e si forma soprattutto nelle prime settimane di ritiro: c’è un’usanza, quella che vede i neo-arrivati cantare una canzone in piedi sulla sedia davanti a tutti nelle cene, è un modo per rompere il ghiaccio e unire nuovi calciatori della rosa a chi è già presente”, ha svelato il mediano, stimolato poi su temi importanti. “Il razzismo nel calcio è una grossa macchia, alcuni episodi a volte avvengono anche in Italia ma lo sport deve essere unione tra le varie etnie. Tutti noi cerchiamo di trasmettere un messaggio contro questo fenomeno”, spiega il numero 88. “I giudizi degli altri? La valutazione più importante è quella dell’allenatore e dei compagni di squadra. Certamente siamo sotto la lente d’ingrandimento della stampa ma anche dei tifosi: la responsabilità di indossare questa maglia è grande, c’è pressione per quanto concerne gli atteggiamenti sia dentro sia fuori dal campo – afferma il mancino – Essere un esempio è la pressione più grande, i nostri atteggiamenti influenzano i giovani che sognano di fare il nostro mestiere. Abbiamo fatto tanti sacrifici ma siamo dei privilegiati”. Di Gennaro si è quindi confrontato con la radio ufficiale e con i cronisti presenti. “Sono contento di aver preso parte a questa inziativa che reputo importante perché questi ragazzi sono i nostri primi tifosi e abbiamo la responsabilità di essere per loro un esempio. La mia situazione fisica? Ho sofferto molto perché mi sono costruito l'opportunità Lazio nel corso della mia carriera e ci tenevo a giocarmela diversamente,  ora gli infortuni sono alle spalle– sottolinea – Ringrazio il gruppo che mi ha fatto sentire importante, lo spogliatoio  è uno dei  segreti del successo di questa annata importante finora e della scorsa stagione. Ringrazio Inzaghi perché mi ha fatto sentire importante, un allenatore che sa parlare al gruppo, fa sentire tutti partecipi, abbiamo un ottimo rapporto: quest’anno abbiamo giocato tutti. Lui per noi è come un compagno di squadra; spero di fare bene da qui alla fine cogliendo le mie occasioni e ricominciare la prossima stagione in maniera diversa – continua – La sosta ci ha fatto bene, abbiamo recuperato energie psicofische cercando di arrivare più lontano possibile sia in serie A sia in Europa.  Cosa hanno determinato in noi i tanti torti arbitrali subìti? Sono stati errori evidenti ma non deve essere un alibi, siamo forti e dobbiamo cercare di vincere il più possibile,  ora ci aspettano nove finali in campionato”. Il ragazzo scuola Milan non si tira indietro quando gli chiedono se può essere lui il vice Leiva. “Lavoro per questo, so che devo dimostrarlo sul campo e quest'anno per diversi motivi non ne ho avuta la possibilità, voglio ribadire di aver lavorato duramente per uscire da questa situazione”. Ultima domanda sul prossimo match. “Il Benevento è un avversario insidioso nonostante la classifica possa dire il contrario: i sanniti non hanno nulla da perdere, De Zerbi ha dato un'identità ai suoi. Servirà la stessa concentrazione come contro la prima della classe”.

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