Stadi di Roma a due velocità: Pietralata vicina alla metà, per la Lazio al Flaminio ancora una lunga scalata

La Lazio al Flaminio e la Roma a Pietralata, due stadi che le rispettive tifoserie sognano da anni, abbandonando, seppur a malincuore, i gradini tanto amati quanto scomodi dello Stadio Olimpico di Roma. Lo stato dell’arte però racconta due orizzonti differenti, con la Roma che immagina la bandiera giallorossa a Pietralata nel 2031, mentre la Lazio deve ancora presentare in Campidoglio un vero progetto di quello che dovrebbe diventare il Flaminio biancoceleste.

La Lazio al Flaminio: ecco cosa serve per attivare realmente l’iter

Claudio Lotito, ai microfoni di Laziofamily, ha ribadito come stia mettendo a punto i dettagli della pre-convenzione con il Campidoglio. Una volta fatto questo e depositato sia il progetto preliminare “full optional” sia una piano economico finanziario asseverato, si potrà finalmente incardinare la conferenza servizi preliminare (CSP) presso il Campidoglio. La CSP di fatto serve a stabilire se il progetto presentata sia compatibile con le normative vigenti, specie a livello urbanistico e paesaggistico. Si valuterà ovviamente, la fattibilità a livello di viabilità, accessibilità, parcheggi e più, in generale, la capacità del quadrante interessato, di assorbire un afflusso di 40.000-50.000 persone (dipenderà dalla capienza del futuro Flaminio, ndr), almeno una volta ogni due settimane. In ogni caso, già arrivare entro il 2026 ad avere il pubblico interesse dal Campidoglio sarebbe un traguardo auspicabile.

Stadio a Pietralata: entro febbraio la conferma del pubblico interesse

La conferma del pubblico interesse sul progetto del nuovo stadio della Roma entro febbraio. La conferenza dei servizi decisoria, ovvero l’ultimo passaggio tecnico prima dell’avvio dei lavori,
tra marzo e aprile. E la posa della prima pietra nel primo trimestre del 2027, anno del centenario giallorosso. Sono queste le prossime date che determineranno la svolta decisiva per l’edificazione dello stadio della Roma a Pietralata.

Come riporta la Repubblica, il progetto definitivo è stato depositato dai Friedkin in Campidoglio alla fine del 2025. E ieri, a palazzo Senatorio si è svolta una riunione decisiva alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, dell’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, e dei presidenti di tutti i gruppi di maggioranza in Assemblea capitolina. Proprio questo organo, a breve, dovra “rinnovare” il pubblico interesse sullo stadio fortemente voluto dai Friedkin. Il voto a conferma dell’interesse pubblico servirà a validare, dopo opportuna verifica nelle sedi competenti, leggi Uffici e Commisssioni capitoline apposite, il rispetto delle modifiche richieste nel maggio del 2023.

Tornando ad oggi, entro 15 giorni il progetto definitivo sarà approvato dalla giunta. Poi verrà esaminato da sei commissioni capitoline: Sport, Urbanistica, Mobilità, Patrimonio, Ambiente e Lavori pubblici. Entro marzo quindi, o al massimo a inizio mese, il rendering definitivo dell’arena di Pietralata giungerà in aula per la conferma del pubblico interesse. Dopo il sì dell’Aula, l’iter amministrativo prevede l’apertura della
conferenza dei servizi decisoria (CSD), questa da tenersi in Regione Lazio, a differenza di quella preliminare, incardinata in Campidoglio come noto.

La CSD rappresenterà il vero ultimo ostacolo prima di poter ottenere il titolo a costruire lo Stadio di Pietralata. Il progetto definitivo sarà studiato e valutato in ogni suo aspetto. Gli occhi, ovvero gli enti che parteciperanno a questo tavolo, saranno quelli del Comune, della Regione, passando per la Soprintendenza. Scendendo nel dettaglio, spiega ancora il quotidiano romano, prenderanno parola anche le ditte potenzialmente coinvolte nei lavori quali Acea, Italgas e le varie compagnie telefoniche.

La CSD dovrebbe durare al massimo quattro mesi, non ci si potrà distrarre perché al massimo entro luglio 2026, il procedimento di approvazione dovrà terminare acché lo stadio della Roma venga incluso nell’elenco degli impianti candidati a ospitare le partite degli Europei di calcio del 2032. L’ultimo passo, tecnicamente parlando, riguarda la firma della cosiddetta convenzione tra la Roma e il Campidoglio, una sorta di contratto che specifichi tempi e modalità di ogni step nell’edificazione dello stadio.

Iter Stadio Pietralata: il ruolo del Commissario per gli Stadi di Euro 2032

L’iter appena descritto prevede quindi tanti passaggi, autorizzazioni dietro le quali potrebbe nascondersi qualsiasi tipo di inciampo burocratico. Proprio per aggirare sorprese sgradite, un ruolo fondamentale, potrebbe svolgerlo Massimo Sessa, colui che a breve sarà nominato commissario per gli stadi di Euro 2032. Sessa in particolare entrerà in gioco durante la CSD, in tal senso come sub commissario, per lo stadio della Roma, potrebbe essere “cooptato” il sindaco Roberto Gualtieri.

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