Rovella fermo tre settimane: meno male che c’è Belahyane

Nelle ultime 48 ore la notizia era passata un po’ in sordina, ma Rovella potrebbe tornare tra tre, quattro settimane. Il problema al polpaccio, pur in mancanza di comunicazioni ufficiali, richiede un tempo consistente.

L’ex Juventus quindi potrebbe rivedere il campo in concomitanza con l’altro “padrone” del vertice basso del centrocampo a tre: Cataldi. Quest’ultimo è ancora fermo dopo l’operazione al pube dello scorso maggio. Due assenze che avevano fatto scattare l’allarme a Formello. Gattuso infatti ha chiaramente optato per il 4-3-3, niente 4-2-3-1, quindi la necessità di avere uno scudo davanti la difesa. La scelta, per necessità soprattutto, è caduta su Reda Belayane. Il marocchino ( 1 gara col Marocco, prima della scelta definitiva aveva disputato 5 gare con l’Under 18 francese, ndr), veniva da una stagione da assoluto spettatore.

A soli 22 anni compiuti il 1 giugno, con Sarri per lui solo 13 presenze in serie A (605′ totali, ndr), di cui sei da titolare. Nei sei mesi con Baroni alla Lazio, stagione 2024-2025, il minutaggio era stato addirittura inferiore. Il mediano di Aubervilliers aveva giocato sei gare per 194′ totali, solo due volte titolare. In più, prima degli scampoli con Sarri, aveva giocato sempre in una linea a due, mai da regista.

Anche con Gattuso la stagione era iniziata come fosse il brutto anatroccolo. Solo 11 minuti nel disastro in Coppa Italia col Mantova, poi solo panchina. A Genova, il 30 agosto, si fa male Rovella. Lui entra e disputa 53 minuti in maniera prudente, pochi sbagli, ad eccezione di un dribbling cercato in uscita. Il difetto di tenere palla o di uscire in dribbling resta la lacuna da smussare maggiormente.

Ieri sera al Bluenergy Stadium è arrivata la prima di tante prove del nove. Belahyane ieri non ha sbagliato quasi nulla, anche al cospetto di una squadra strutturata e dinamica. Continuo aiuto in chiusura ai due interni, recupero palla e appoggio immediato al compagno di squadra. Il più delle volte il marocchino, nelle ripartenze, assisteva Taylor. L’olandese, tolta la distrazione sul gol di Karlstrom, ha giocato una gara decisamente seria.

Detto che le statistiche non raccontano tutta la Messa, anche i numeri disegnano una buona partita per l’ex Verona. Su 67 passaggi, 62 a buon fine (93%). Di questi, 34 su 37 nella metà campo rivale (92%) e 28 su 30 nella propria (93%). A dimostrazione di una gara mirata più a proteggere che a ripartire, Belahyane ha affettuato, con successo, un solo lancio lungo.

Ovviamente, sarebbe presto per parlare di rinascita. Ieri Belahyane ha confermato di poter essere utile alla causa, seppur dal “basso” del suo 1,73 di altezza. Da apprezzare anche la volontà nell’andare a contrasto fisico, specie nella parte finale quando i bianconeri erano un po’ a corto di fiato. Belahyane può essere una risorsa utile, l’importante che venga impiegato con una certa continuità, senza apparizione “trimestrali”.

Foto: sslazio.it

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