Nani, ballerine e Lettera 22: la nota della Lazio sui paventati, inesistenti, aiuti arbitrali

Il gol di Acerbi allo Spezia ha scatenato la reazione degli accompagnatori delle solite squadre tanto care ai salotti dei soliti benpensanti, tutelari non si sa in che misura e perché, di un’autorità etica e deontologica che ha più sfumature dell’arcobaleno che ogni 26 Maggio colora l’Urbe Biancoceleste. La Lazio, preso un bel respiro, ha finalmente e giustamente replicato con una nota sul proprio sito ufficiale ad attacchi di chi, come Mourinho ad esempio – con la complicità di chi non solleva mai dubbi sul verbo del tecnico lusitano preferendo il violino – insinua dubbi sulla regolarità delle vittorie della Lazio (a proposito, aspettiamo ancora il deferimento per le parole dell’allenatore giallorosso avverso l’arbitro Di Bello per la direzione di Napoli-Roma, ndr).. Questo il comunicato di Formello:

Il fatto che nel 2022 un allenatore di un’altra squadra, durante le sue conferenze stampa, faccia ripetutamente riferimento a presunti favori arbitrali a squadre concorrenti e che, allo stesso tempo, alcuni giornalisti sportivi nazionali, di dichiarata fede calcistica, si infervorino sullo stesso argomento, dimenticando il loro ruolo professionale e il dovere di imparzialità, dimostra alcune cose: che la Lazio è ossessivamente nei loro pensieri più di altri ambìti obiettivi professionali; che, come spesso accade, si guarda in casa degli altri per distogliere l’attenzione da risultati mancati e da clamorosi episodi avvenuti in casa propria, a proprio favore, sotto gli occhi di tutti; che nonostante la necessità di evolvere l’immagine del calcio in Italia, alcuni protagonisti sono fermi alla costante ripetizione delle accuse agli arbitri e al VAR; che su questi atteggiamenti offensivi verso la categoria degli arbitri e sulla mancanza di obiettività giornalistica troppo spesso si sorvola.

La Società Sportiva Lazio respinge ai mittenti le critiche e le insinuazioni, continua a credere che i valori si dimostrino in campo e non nei salotti televisivi. La Lazio non si presterà mai ad essere l’alibi o il capro espiatorio di nessuno e farà valere nelle sedi opportune le proprie ragioni. La linea della Società continua ad essere quella di non discutere le decisioni prese sul campo, anche quando si tratta di episodi lampanti avvenuti a sfavore della squadra biancoceleste, quale il fallo di Tonali su Acerbi a Lazio-Milan in occasione del gol o la gomitata in area di Ibanez su Milinkovic nel derby di ritorno, solo per citarne due anche se ne abbiamo presenti molti altri, anche in Spezia-Lazio. Episodi decisivi sui quali abbiamo scelto il silenzio per rispetto degli arbitri in campo e del VAR, rispetto che altri non hanno dimostrato e continuano a non dimostrare.

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