Luis Alberto:”Kamada, Guendouzi e Rovella sono fantastici. Domani serve più…”

FORMELLO – Il centrocampista della Lazio, Luis Alberto si è presentato insieme al tecnico toscano Maurizio Sarri per parlare della sfida d’esordio in Champions League della Lazio contro l’Atletico Madrid, di seguito le sue parole:

Che Luis Alberto ritrova l’Atletico 7 anni dopo l’ultima volta?

“Se ricordo bene ho perso 3-1 l’ultima volta… La squadra di Simeone è difficile da affrontare, l’ha dimostrato in questi anni. Lui è un emblema, una leggenda per il club. Sarà difficilissima come partita, ci vuole cattiveria e personalità”. 

L’Atletico Madrid è cambiato rispetto al passato? Ora è più offensivo?

“Da gennaio dello scorso anno sta giocando con più possesso, mostrano un calcio con più sicurezza. L’ha dimostrato vincendo 7-0, adesso attaccano molto, hanno calciatori di livello internazionale che possono cambiare la partita da un momento all’altro”. 

Cosa significa per te giocare contro una squadra spagnola? Il tuo desiderio rimane chiudere la carriera in Liga?

“Sì, l’ho detto sempre. Se sto bene voglio finire la carriera al Cadice. Giocando in Champions la motivazione arriva da sola, altrimenti vuol dire che non ti piace il calcio”.  

Che emozione la Champions con il pubblico domani? Cosa vi sta mancando ora?

“Sarà più bello ancora giocare in uno stadio pieno, quando l’abbiamo fatto qualche anno fa è stato un po’ strano senza tifosi. Il calcio rimane loro. Serve più cattiveria nelle due aree, bisogna difendere meglio tutti, non possiamo prendere certi gol. I gol presi contro la Juve nemmeno una squadra di quarta-quinta categoria li subisce… Sta mancando un po’ di personalità. Per il resto stiamo giocando bene, dobbiamo essere più forti nelle due aree”. 

Arbitri ti hanno fatto arrabbiare nelle ultime due partite…  Cosa cambia per te giocare con Guendouzi o Kamada?

“Abbiamo detto che non parliamo più della Juve, quindi lasciamo perdere. Kamada, Guendouzi e Rovella sono giocatori fantastici. Guendouzi ha giocato all’Arsenal e all’OM, già questo dice tutto su di lui, è un ragazzo serio. Daichi mi piace tanto, tutti a centrocampo troveranno spazio. Sicuramente faranno benissimo nel corso della stagione”.

Cosa puoi fare di più per Immobile?

“Quello che ho fatto sempre. La vita dell’attaccante è così, quando fa gol è un fenomeno, altrimenti è scarso. Lui è tranquillo, quando farà 2 gol tutti staranno zitti”. 

Senti di poter essere convocato in Nazionale?

“Non ci penso, giocare per il mio Paese è importante. Sono a disposizione, ma non ci penso perché è una cosa che toglie energie. Ci pensa il mister alla lista, si vede che non gli piaccio, ce ne sono tanti forti in Nazionale. Ce ne sono 10-12 nel mio ruolo. Io devo fare prima bene qua, poi si vedrà”. 

Questa la Lazio più forte da quando sei qui? Al di là dei risultati centrati finora.

“Penso di sì, è la rosa più completa degli 8 anni che sono qui. Altri anni abbiamo fatto bene, ma ci mancava qualcosina in più. L’importante è continuare a lavorare, poi se vinci una partita o due dopo può cambiare tutto, anche il modo di affrontare la partita successiva”.

Ti senti più leader dopo l’addio di Milinkovic?

“Io leader non mi sento. Il leader è Ciro, che è il capitano e quello che ha fatto di più di tutti nella Lazio. Io provo ad aiutare e fare il massimo. È il mio modo di vedere il calcio, quando parlo è solo per dire qualcosa di positivo”. 

Cambia qualcosa con Kamada o Guendouzi?

“Con Matteo ho giocato poco, ma non cambia tanto. Sappiamo cosa dobbiamo fare con la palla e in fase di rientro. Lavoriamo tutti i giorni su questo. Magari a seconda del compagno so quando devo dargliela più sui piedi o nello spazio”. 

Contratto tutto risolto? Cosa hai promesso ai tifosi dopo Lazio-Genoa?

“Non ho promesso nulla. Dobbiamo essere dodici invece che undici, soprattutto ora. Loro sono fantastici in casa e fuori, era giusto parlarci in quel momento ma succede spesso. Contratto? A dicembre vado via (ride, ndr). Siamo tranquilli, mi piacerebbe finire al mio Paese per un anno, ma dipende tutto da come starò fisicamente”.

Sembri conoscere i nuovi da anni, ti sta riuscendo tutto. Luis Alberto ha limiti? Dove può arrivare? 

“Spero di non avere limiti (ride, ndr). Lavoro per la squadra, sono in un momento in cui riesco a fare le cose bene, la vittoria però è più importante. Puoi segnare 100 gol, ma se non arrivano i 3 punti non sono contento quando torno a casa”. 

Quando ti servirebbero i migliori Felipe e Zaccagni per esaltare il tuo gioco?

“Felipe a Napoli l’ho visto benissimo, ha attaccato e difeso alla grande. Gli esterni devono fare il 60% degli uno contro uno. Zaccagni mi è piaciuto, difficile giocare contro la Juve. Ti raddoppiano sempre, ci ha provato. Devono continuare a tentare, troveranno il gol, gli darà più fiducia. Abbiamo tanto bisogno di loro e anche di Isaksen che sarà fortissimo”.

Foto: sslazio

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