Lazio, Sarri: “Preferisco giocatori italiani, se sono laziali ancora meglio!”

Alla vigilia di Monza-Lazio che si disputerà domani alle ore 15.00 in terra lombarda, interviene il Mister Maurizio Sarri che parla del momento che sta vivendo la squadra biancoceleste, sugli impegni delle nazionale, sul futuro e sul suo rapporto con Lotito. Di seguito le sue parole:

Come sta Immobile?

“Dal punto di vista clinico sta bene, poi c’è l’aspetto fisico visto che è stato fermo per un mese. Non può essere al massimo. Vediamo se lo possiamo sfuttare per uno spezzone di partita. 

Come ha visto i nazionali? Zaccagni sorpreso?

“Abbiamo un ct che fa le convocazioni, io quando i miei non vengono convocati sono contento. Sono decisione sue, quindi non mi interessa. Io so che le nazionali sono una follia. Vecino ha fatto Roma-Giappone, Giappone-Corea del Sud, Corea del Sud-Roma, il tutto per due amichevoli. È pure rientrato troppo bene per quello a cui è stato sottoposto. Il campionato non è più fattibile, ho sentito paragoni con la NBA, è una follia. Lì i giocatori stanno in campo per circa 28 minuti contro i 90 del calcio, e nel calcio si prendono più botte rispetto alla NBA. Rispetto al basket europeo non lo so”.

Ha rivisto la sua opinione sulla corsa Champions?

“Io ho sempre detto che si sono squadre superiori al nostro organico, a livello complessivo. Vedo squadre che fanno dei cambi che ti lasciano pensare, ho visto l’Atalanta contro l’Empoli, a 20 minuti dalla fine ha messo Boga, Hojlund e Lookman dentro. Rmango dell’idea che ci sono organici superiori, poi lottiamo e vediamo come va a finire”.

Ora inizia un “altro” campionato?

“Il vantaggio è quasi simbolico, se penso ai punti che abbiamo recuperato nelle ultime 5 partite. Penso a cosa potrebbe succedere tra 11 giornate, non tra 5. Possiamo farci poco affidamento sul vantaggio. Non guarderei il campionato intero, ma la gara di domani. Lì ha perso la Juve e ha pareggiato l’Inter. Il Monza è una squadra difficilissima. Quello che possiamo andare a prenderci è il piccolo vantaggio di giocare una volta alla settimana, ma pensiamo di partita in partita. Quest’anno non c’è nulla di scontato”.

Giudizio su Palladino?

“Tra gli allenatori giovani di ora è uno dei più intriganti e interessanti. Riesce a fare una fase difensiva tipo l’Atalanta, con un palleggio però alla Guardiola. Uno da seguire con tantissimo interesse”. 

A che punto è Pellegrini? Può giocare titolare? 

“Se può giocare dall’inizio lo dico prima a Luca. Sono contentissimo di lui, è bello partecipe, grande progressione della condizione e dell’apprendimento. Poi stiamo parlando di una linea che ha funzionato, metterci le mani sopra è sempre difficile”.

Il momento di Milinkovic?

“Non è un momento in cui si sta esprimendo al massimo. Se torna al 100% ci può fare la differenza nella parte finale. Lo aspettiamo con grande fiducia”. 

Quanto è cresciuto il rapporto e il feeling con Luis Alberto?

“Dipende che intendi per rapporto. In questo momento è un giocatore fenomenale. Io non lo so cosa guardano il pubblico e i giornalisti in partita. Per quello che vede un allenatore, quello che sta facendo mi rende non contento, di più. Un giocatore totale, tira da fuori, rincorre, fa tutto. Un giocatore sopra le righe”.

Ha detto di preferire gli italiani: si è discusso di questo con Lotito?

“Una cosa di cui abbiamo sempre parlato. Io l’ho sempre detto che preferisco gli italiani, perché danno più identità alla squadra. Se in rosa ne hai 7-8 di italiani dai un’identità maggiore, se sono laziali ancora meglio. Ma lo pensano tutti i tecnici. Poi c’è da dire che un italiano che fa 3 partite costa 15 milioni, uno straniero in Bundes costa 4. Il motivo non lo so sinceramente”

Incontro a breve con Lotito?

“Lo vedo spesso, non così come prima da quando è in Senato. Ma lo vedo spesso”. 

Spesso la Lazio si è fermata contro le medio-piccole.

“Mi sembra un campionato strano, contro queste squadre perdono tutte. Le squadre di media classifica sono forti, se le incontri in un momento di salute diventa un problema. Parlo di Bologna, Monza e Torino. La Fiorentina è un problema sempre invece. Hanno uno spessore superiore rispetto agli anni precedenti. Le motivazioni che contano sono quelle interne, quelle esterne sono frivole e il tempo se le porta via. Lo dico sempre alla squadra, vogliamo essere la più forte di Roma o una delle più forti d’Italia? Dopo le partite di cartello abbiamo vinto una volta sola. Il limite è stata questo”. 

La Lazio ha alternato risultati super a brusce cadute: perché?

“Succede a tutte, posso ricordare le gare di Milan e Inter. Solo al Napoli non è successo. Periodi neri ce l’ha avuti anche il Psg, dovrebbe dare 30 punti a tutte. Sta succedendo anche all’estero. Il livello top si è forse un po’ abbassato, il medio invece si è alzato. Il problema del nostro gruppo è che ha mostrato la tendenza a accontentarsi”. 

Quanto conta la Champions per la progettualità futura? La Lazio avrebbe più appeal?

“Non lo so come ragionano calciatori e agenti. A me non importa se una squadra sta in Champions o meno, se una squadra mi cerca e il progetto mi intriga ci vado lo stesso. Se non mi piace può disputare anche la Coppa del Mondo e non ci vado. Se poi ci sono giocatori che si fermano al primo aspetto, allora può essere pure che aumenti il livello di richiamo”. 

La Lazio vista la classifica ora ha più responsabilità?

“La responsabilità ce l’ha chi ha l’organico migliore del nostro, noi abbiamo un’opportunità”. 

Oggi è una triste ricorrenza, quella della scomparsa di Chinaglia.

“Lo ricordo quand’ero ragazzino, ma avevo più come idoli gli allenatori che i calciatori. Lui ha segnato un’epoca, un personaggio estroso, particolare, nell’immaginario popolare ha un peso fortissimo. Come giocatore ho diverse immagini davanti, però la cattura del personaggio era forte. Il ricordo è forte”. 

Lei critica spesso le nazionali.

“Io non critico le nazionali, non mi interessa niente. Ho visto 10 minuti di Kosovo-Andorra, ho visto tutti i giocatori in area e mi sono fermato perché ho detto “che cazzo è successo?”. Critico il calendario, la qualità diminuisce, ci sono sempre 5-6 assenti per infortunio, mi devono spiegare dove vogliono andare. Il calcio da sport è diventato business, se poi diventa solo business non escludo che tra 10 anni nessuno si interesserà più al calcio perché ci saranno cose più interessanti”. 

Come sta Lazzari?

“Sta bene, l’ho visto bello brillante. È rimasto fuori qualche partita, altre le ha giocate, è uno che a fine anno sarà sopra le 35 presenze. Poi per certe partite abbiamo fatto delle scelte diverse per motivi tattici. Ma Manuel sta bene”. 

La pausa ha fatto bene alla Lazio?

“Nei meandri mentali è difficile entrare, capire cosa fa bene e cosa no. A volte giochi dopo 3 giorni e pensi di trovare una squadra stanca, invece la trovi concentrata. A volte passa più tempo e rimani deluso. Non è facile da sapere. Soltanto la partita ti dice la verità”.

La vittoria al derby può essere la cura al problema mentale? In allenamento si sono visti tanti sorrisi.

“Una piccola parte avete visto… La squadra ha lavorato bene dal punto di vista materiale e pratico. Ci sono stati momenti ludici e momenti tattici di alta intensità. Siamo una squadra indecifrabile, che si allena a grandissimi livelli. Spero che questa continuità nelle sedute diventi continuità mentale per le partite. Rispetto all’anno scorso abbiamo una continuità diversa, poi quest’anno non abbiamo fatto bene in Europa, ho paura però che sia più una scelta inconscia della squadra”. 

Quanto Sarri vede nella Lazio attuale?

“Mi ci vedo molto. Giovedì abbiamo fatto un allenamento sulla linea difensiva. L’ho rivisto a casa, è roba importante. Una linea, non considerando il valore dei singoli, che è ai livelli del mio Napoli e del mio Empoli. Al Chelsea e alla Juve non ho mai raggiunto questo livello. Poi se Sarri nell’immaginario di tutti è quello del Napoli, allora non si rivedrà più. Perché quei calciatori avevano determinati valori e caratteristiche. Ci sarà invece il Sarri di un altro gruppo di giocatori e di altre caratteristiche”. 

Foto: sslazio

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