Lazio News, Semestrale Lazio: utile a 4,6 milioni. Plusvalenze per 24,80. Lotito ha versato 3,9 milioni

La Relazione Finanziaria Semestrale Consolidata al 31 dicembre 2021 si chiude con un risultato positivo di € 4,60 milioni. Questo risultato è molto positivo se lo si raffronta con le perdite semestrali dichiarate da Juventus (118,96 milioni) e da Roma (113,84 milioni), le altre due società di calcio quotate in Borsa. A questo risultato positivo della Lazio hanno contribuito plusvalenze per € 24,80 milioni.

L’utile di € 4,60 milioni è la somma algebrica di una perdita dell’attività sportiva di € 3,62 milioni, di una perdita di € 111mila dell’attività immobiliare e di un utile di € 8,33 dell’attività commerciale.

Il confronto con l’esercizio precedente, che normalmente è significativo, è fuorviante poiché l’esercizio precedente si è avvalso dell’allungamento della stagione sportiva ai mesi di luglio e agosto 2020, quindi è durata 14 mesi, non 12. Conseguentemente, ciò ha determinato i seguenti principali impatti sul Bilancio al 30 giugno 2020 del Gruppo Lazio: minori ricavi da diritti televisivi e da sponsorizzazione, minori incassi da gare (ricordiamo che da inizio marzo 2020 gli spettatori non sono stati più ammessi allo Stadio), minori incassi da merchandising per la chiusura dei negozi, riduzione di determinate voci di costo legate alla stagione sportiva, tra cui, principalmente, gli stipendi di calciatori e tecnici; tra i costi non presenti al 30 giugno 2020 ci sono anche i premi individuali e collettivi legati alla qualificazione a competizioni europee in quanto maturati nei mesi successivi al 30 giugno 2020 e quindi riflessi nel bilancio al 30 giugno 2021, cioè l’anno successivo. Quindi i confronti tra i due Bilanci (2020 e 2021) hanno scarso riferimento e debbono essere interpretati nelle cifre e nei contenuti.

La semestrale al 31 dicembre 2020 mostrava un risultato di sostanziale pareggio (perdita di € 120.000), ma poi il bilancio annuale al 30 giugno 2021 mostrò una perdita di € 24,2 milioni. La perdita dell’esercizio 2020-2021 seguiva le perdite dei due anni precedenti: € 15,9 milioni al 30 giugno 2020 ed € 13,4 milioni al 30 giugno 2019. Quindi aspettiamo il bilancio al 30 giugno 2022 prima di festeggiare il ritorno all’utile.

Quindi esaminiamo le poste al 31 dicembre 2021 vedendone la composizione.

Cominciamo dal valore dei diritti sportivi che ammonta al 31 dicembre 2021 ad € 87,26 milioni. Analizzando questa somma si vede che Muriqi (ora in prestito al Mallorca) continua ad essere il giocatore più “prezioso” con € 14,48 milioni, ottenuto deducendo gli ammortamenti di 18 mesi dal costo originario di € 19,83 milioni (Tare, ma che hai fatto?). Segue Akpa Akpro con € 9,61 milioni (costo originario di € 19,83 milioni). Il costo di Akpa Akpro fece scandalo quando apprendemmo quanto era costato; le spiegazioni date da Lotito non ci convinsero come scrivemmo il 24 settembre 2021 (vedi su questo sito: https://www.laziofamily.it/lazio-news/bilancio-s-s-lazio-perdite-in-crescita-da-16-a-24-2-milioni-il-costo-di-akpa-akpro/). Tra i costi dei cartellini capitalizzati, troviamo poi Lazzari ad € 7,84 milioni, Basic con € 6,60 milioni, Zaccagni con € 6,49 milioni, Vavro con € 5,61 milioni (altro acquisto faraonico regalatoci da Tare), Acerbi con € 4,98 milioni (che la Curva ha svalutato con i suoi fischi), Moro con € 4 milioni, Immobile con € 3 milioni, Felipe Anderson con € 2,50 milioni, Durmisi (altro giocatore ceduto in prestito) con € 2,24 milioni, Milinkovic-Savic con € 1,82 milioni, Escalante con € 1,25 milioni, Casasola con € 1,05 milioni. Da segnalare che Strakosha è indicato a zero valore, quindi, se andrà via a fine stagione, la Lazio non subirà una minusvalenza, ma dovrà spendere per un nuovo acquisto; stesso discorso per Luiz Felipe praticamente a zero; anche Reina è riportato a valore zero.

Gli acquisti dei sei mesi sono stati Basic con un costo di € 7,12 milioni, Zaccagni con un costo di € 7,11 milioni, Felipe Anderson con un costo di € 3 milioni. Le cessioni principali dei sei mesi sono state quelle di Correa, ceduto all’Inter a € 28,57 milioni con una plusvalenza realizzata di € 19,80 milioni, e Caicedo, ceduto al Genoa per € 1,99 milioni con una plusvalenza di € 1,79 milioni.

Come si ricorderà, durante il mercato invernale la Lazio è stata nuovamente alle prese con l’Indicatore (o Indice) di Liquidità; non avendo raggiunto il limite previsto dalla Co.Vi.So.C. la Lazio è stata costretta a fare un versamento ai sensi dell’art. 90 delle NOIF, dimostrando reticenza sul tipo di versamento fatto e sull’importo relativo. Ora si apprende che il socio di maggioranza, cioè Lazio Events Srl, ha effettuato un versamento in conto futuro aumento di capitale di € 3,9 milioni. All’epoca ci eravamo occupati della materia scrivendo due articoli, il primo esplicativo dell’Indicatore di Liquidità (https://www.laziofamily.it/financial-fair-play/lindice-di-liquidita-forse-e-ora-di-fare-un-aumento-di-capitale/) del 19 gennaio 2022 ed il secondo invitando Lotito a cedere la Società o ad acquisire un socio in grado di versare soldi freschi nella Lazio (https://www.laziofamily.it/lazio-news/leditoriale-serve-un-aumento-di-capitale-oppure-lotito-cerchi-soci-o-ceda-la-lazio/ del primo febbraio 2022.

I rapporti con parti correlate comprendono costi per € 2,91 milioni nei sei mesi al 31 dicembre 2021; non c’è più la Salernitana, che non è più parte correlata. La relazione sulla gestione dichiara che “non sono state poste in essere operazioni atipiche o inusuali né con terzi, né con parti correlate.”

Nelle Immobilizzazioni in corso sono inclusi € 7,25 milioni relativi agli investimenti in corso per la ristrutturazione e il riammodernamento del centro sportivo di Formello.

Nei sei mesi sono stati incassati € 630mila dalla procedura giudiziaria della Seleco, sponsor di qualche anno fa, fallita lasciando un credito di € 6,33 milioni nei libri della Lazio, interamente svalutato.

I crediti verso società calcistiche accolgono anche il credito di € 3,5 milioni, ritenuto interamente recuperabile mediante eventuali azioni giudiziarie, verso una primaria società calcistica italiana “per accordi correlati ad ex tesserati riferibili a stagioni precedenti”; non si conosce la primaria società calcistica italiana.

I debiti scadenti oltre l’anno includono € 16,97 milioni di anticipazioni su crediti della campagna trasferimenti ed € 11 milioni per anticipazioni su crediti televisivi, nonché il mutuo di € 4,30 milioni concesso a sei anni dal Medio Credito Centrale tramite il Monte dei Paschi ed il mutuo quindicennale di € 4,62 milioni concesso dall’Istituto per il Credito Sportivo sull’immobile di via Valenziani.

I debiti verso tesserati comprendono gli stipendi di ottobre, novembre e dicembre per € 22,4 milioni e premi individuali a tesserati per € 9,11 milioni.

I debiti verso intermediari ammontano ad € 19,30 milioni, di cui € 11,53 milioni condizionati ed € 7,77 milioni non condizionati.

Le sponsorizzazioni dei sei mesi ammontano ad € 4,06 milioni di compensi fissi dal main sponsor (Binance) e dallo sponsor tecnico (Macron).

I costi per stipendi, premi, contributi ammontano a € 51,51 milioni; va tenuto presente che tale cifra può essere influenzata dal fatto che gli stipendi di luglio e agosto 2021 sono stati imputati al bilancio del 30 giugno 2021, come spiegato sopra.

I ricavi da merchandising ammontano nei sei mesi ad € 1,05 milioni.

La controllante Lazio Events Srl ha dichiarato una perdita di € 7,98 milioni al 30 giugno 2021 contro un utile di € 0,79 milioni al 30 giugno 2020; la perdita deriva da un minor valore dei ricavi, scesi da € 22,69 milioni ad € 11,21 milioni. La relazione sulla gestione della Lazio non spiega a cosa sia dovuto il calo dei ricavi e la cospicua perdita d’esercizio della sua controllante.

La Relazione sulla Gestione dichiara che “la riapertura dal primo aprile 2022 degli stadi italiani al 100% della loro capienza, consente la previsione di una positiva evoluzione della gestione” e continua dicendo che “non si ravvisano anomalie o criticità che possano incidere sulla capacità del Gruppo di operare come un’entità in funzionamento nella sussistenza del presupposto della continuità dell’attività”.

Paolo Lenzi

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