Prende corpo e si allarga l’inchiesta che riguarda le azioni che sarebbero state messe in atto per indurre Claudio Lotito a cedere la Lazio. Secondo l’indagine, ci sarebbe una regia che “guiderebbe” le proteste contro il presidente della Lazio.
Come riporta il quotidiano Domani, stamattina ci sono state una serie di perquisizioni che vedrebbero come indagati il faccendiere e giornalista Luigi Bisignani oltre a Mauro Masi, presidente di Igea Banca e Francesco Maiolino, amministratore delegato della Banca del Fucino. Pesanti le ipotesi di reato, differenti per i singoli indagati: si va dalla manipolazione di mercato e aggiotaggio.
Come ricorda lo stesso quotidiano, questo filone di indagine fa seguito a quello deflagrato nel dicembre 2025. All’epoca, su denuncia di Lotito, scrive Domani “cinque persone erano invece state perquisite per minacce nei confronti del presidente”. “Mi sono rivolto alle istituzioni perché, per diverse volte, e ancora adesso, vengo minacciato di morte», aveva detto Lotito circa il fascicolo nel quale si indagava per reati di estorsione e manipolazione del mercato.
I cinque indagati erano Stefano Greco, Fabio Russo, Rodolfo Bada, Lorenzo Silvestri e Renato Calcara. Secondo il Domani, dalle sviluppo di quell’inchiesta si sarebbe giunti alle perquisizioni odierne. Il cuore dell’accusa sarebbe quello di una regia volta a far cedere la Lazio.
Nello specifico, Bisignani sarebbe indagato per aggiotaggio Per i pm di Piazzale Clodio (Lorenzo Del Giudice, Lucia Lotti e Giuseppe Cascini), a riprova delle tesi sostenute, ci sarebbe anche la campagna del quotidiano per spingere il senatore a vendere la Lazio. Sempre secondo quanto riporta il giornale, Banca del Fucino avrebbe fornito assistenza alla Fondazione Noi Oltre 365, che secondo gli inquirenti si sarebbe occupata della raccolta fondi per organizzare le proteste.
Il Decreto di perquisizione
Il Domani entra nel contenuto delle 12 pagine del decreto di perquisizione. I pm sottolineano la diffusione di “notizie false per ‘provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata”.
In particolare, Bisignani, Masi e Maiolino, sono accusati, «agendo in concorso tra loro e con terzi, alcuni dei quali in corso di identificazione, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, concorrevano moralmente alla diffusione a mezzo social network o attraverso la testata ‘Millenovecento’, e concorrevano moralmente e materialmente attraverso il quotidiano II Tempo, cui collabora Bisignani, alla diffusione di notizie false, relative alla imminente cessione da parte di Claudio Lotito del pacchetto azionario di controllo della Ss Lazio s.p.a., allo stato di decozione delle società controllate da Claudio Lotito, alla intenzione di Claudio Lotito di far deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro, notizie false la cui diffusione è concretamente idonea a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata”.
Gli articoli sulla futura cessione della Lazio
Secondo la tesi accusatoria (ricordiamo che siamo ancora nella fase delle indagini preliminari, ndr), i fatti sarebbero iniziati dal giugno 2024 e sarebbero tuttora in corso. Nel dispositivo, i pm riportano le frasi comparse contro Lotito. “Il 31 maggio 2026, infatti, compariva un articolo dal titolo ” Stadio senza tifosi, Lotito come Nerone? Se il mondo Lazio brucia” nel corpo del quale, dopo aver riportato la falsa notizia relativa all’esistenza di una fantomatica offerta di acquisto della società Lazio – si legge nell’atto – da parte della banca d’affario JP Morgan per la cifra di 450 milioni di euro, veniva rivolto a Claudio Lotito il consiglio di avvalersi di figure della finanza tra i quali “Masi e Maiolini della Banca del Fucino” quali referenti per l’avvio di un nuovo corso nella gestione della società calcistica”.
Dall’annotazione dei Carabinieri depositata il 21 luglio 2026, inoltre, emerge, “da un lato, la partecipazione (ovviamente legittima) di Bisignani, Maiolini e Masi a manifestazioni pubbliche, di protesta dei tifosi della Lazio contro la gestione di Claudio Lotito e, d’altra parte, l’esistenza di occasionali contatti telefonici tra Maiolini e Bisignani negli ultimi due anni, alcuni contatti tra Masi e Bisignani stesso, nonché l’esistenza di telefonate, contatti e insistiti tentativi di chiamata tra Bisignani e Maiolini, esattamente in corrispondenza con la preparazione e la pubblicazione degli scritti di Bisignani su Il Tempo, di cui si è detto (telefonate del 31 maggio 2026, 1° giugno 2026 e 11 giugno 2026)”. La comparsa, infine «dell’articolo del 12 giugno 2026, risulta significativa anche in relazione a quanto pubblicato nelle date del 9 e 10 giugno 2026 dal coindagato Stefano Greco, sulla rivista on line Millenovecento, (“Gli ultimi giorni dell’era Lotito!’ e “Habemus Papam! Anzi, due…”), riportante l’ennesima falsa notizia della cessione imminente della società”.
La nota della Banca del Fucino
In seguito alla diffusione della notizia, la Banca del Fucino ha espresso la propria posizione con un lunga nota. “In relazione alle notizie diffuse oggi dagli organi di informazione sulle perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Roma, Banca del Fucino precisa quanto segue – si legge nella nota – La Banca non è indagata e non è destinataria di alcun provvedimento. Banca del Fucino esprime piena fiducia nell’operato del Presidente Mauro Masi e dell’Amministratore Delegato Francesco Maiolini, sicura che gli accertamenti in corso ne confermeranno la correttezza.
Si intende comunque precisare che Banca del Fucino non ha mai finanziato, direttamente o indirettamente, alcuna iniziativa, campagna o attività riconducibile alle vicende oggetto dell’indagine, né alcuna iniziativa lesiva degli interessi della S.S. Lazio S.p.A., dei suoi azionisti e dei suoi vertici – precisa il comunicato dell’istituto di credito – – La Banca, inoltre, non detiene azioni della S.S. Lazio S.p.A., non ha mai ricevuto alcun mandato per l’acquisto della società o di sue partecipazioni e non ha mai svolto attività di advisory per soggetti a qualunque titolo interessati alla stessa”.
