Klose: “Mi manca la panchina. Vorrei allenare la Lazio”

Centotrentasette gare con la maglia della Germania, davanti a lui per presenze solo il mastino Lothar Mattahaus. I gol nelle fasi finali dei Mondiali sono 16, nessuno ha fatto meglio di lui nel Mondo.

A 45 anni compiuti il 9 giugno, Miro Klose da Opole (Polonia) avrebbe ancora tanto da gare al calcio. Tecnico in cerca di un’opportunità pesante, l’ex Lazio – 61 gol e 32 assist in 169 gare in biancoceleste tra il 2011 e il 2016 – si è raccontato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

Mercoledì prossimo all’Olimpico, Lazio e Bayern Monaco si sfideranno nell’andata degli ottavi di finale di Champions. “Tuchel e Sarri sono simili, si differenziano in qualche dettaglio. Entrambi vogliono fare possesso e che i reparti siano stretti. Il Bayern però mette a disposizione una squadra di livello assoluto. Credo di avere una filosofia vicina alla loro”, afferma il bomber.

Klose ribadisce che prima o poi il Bayern tornerà la solita armata quasi imbattibile. La Lazio invece lo preoccupa di più. “Con l’Atalanta non ha vinto contrasti nella trequarti avversaria. Questo significa che gli avversari potevano impostare liberamente. E anche quando si sono abbassati la Lazio non è riuscita a creare occasioni”, spiega Klose, sottolineando anche il momento no di Luis Alberto.

L’ex Werder Brema ha comunque fiducia nella capacità di Sarri di trovare la situazione: “Quando non arrivano i risultati la testa frena il corpo. Ci vuole tempo per capire, Sarri ce la farà”. Per Klose, la sterilità di Immobile è dovuta alla mancanza di Milinkovic. Il serbo costringeva le difese rivali a lasciare spazio agli inserimenti di punte e centrocampisti. “La Lazio non attacca l’area. Se tiri poco non segni cinue gol a gara”, sentenzia il campione del Mondo 2014.

Il Bayern nel 2021 all’Olimpico annientò la Lazio 4-1, goleada innestata da uno sciagurato errore di Musacchio. Klose sottolinea un aspetto particolare curato dal Bayern. “A Monaco c’è Holger Broich come preparatore atletico: è maniacale. In Italia si lavora molto, ma in Germania gli allenamenti sono più duri. La parte atletica viene ritenuta fondamentale”, rivela.

Klose vorrebbe tornare subito in campo da protagonista, la panchina è una meta più che prossima, magari partendo da una casa che si è già frequentata. “Vorrei cominciare subito. Da allenatore bisogna aspettare l’occasione giusta. E io attendo da un po’. Conoscere il club è un vantaggio: Inzaghi, che ho avuto alla Lazio, conosceva l’ambiente alla perfezione. In quei casi si sa dove mettere mano. Anche a me piacerebbe allenare la Lazio, ma conta la sensazione che si ha quando si parla col club che ti sceglie”.

Come vorrebbe diventare il Klose allenatore? “Essere riconoscibile. Bisogna riflettere sulla percezione che la gente ha del calcio proposto. Deve essere affascinante. Mi piace un gioco offensivo, con possesso palla. La squadra deve essere attiva e propositiva”, sentenzia deciso.

Foto: sslazio.it

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