L’amministratore delegato della Banca del Fucino, indagato per aggiotaggio e manipolazione del mercato nell’indagine relativa alle pressioni fatte a Claudio Lotito, nega ogni addebito.
Francesco Maiolini, come riporta il Domani, afferma quanto segue: «Desidero precisare che non ho
mai finanziato, direttamente o indirettamente, alcuna iniziativa nei confronti del presidente». Il dirigente dell’istituto di credito, riporta ancora il giornale, avrebbe ribadito di aver incontrato una sola volta Renato Calcara, ma solo perché entrambi tifosi della Lazio. Calcara è uno dei cinque co-indagati dell’indagine, finito nel procedimento per aver appeso, davanti le finestre della sua casa vicino Montecitorio, uno striscione con su scritto: “Lotito libera la Lazio”.
Maiolini: “Conosco Calcara perché laziale come me”
Come rivelato da lui stesso a cittaceleste.it il 12 giugno 2025, Calcara era un grande amico di Giorgio Chinaglia.
“Io ero l’ombra di Chinaglia. Eccola, la mia storia. E’ iniziato tutto lì, nel 1969. Con Chinaglia e Pino Wilson. E’ nata una certa amicizia, stavamo sempre insieme. Con annessi e connessi. Avevo 25 anni. Fino agli anni 80 stavo sempre con Bruno e Lionello. Ora sono 21 anni che mi hanno fatto il “daspo”. O meglio, me lo sono fatto da solo. Sono 21 anni che non vado più allo stadio. Fino a quando c’è questo personaggio (Lotito ndr) io proprio non ce la faccio. Non ce la faccio – ha sottolineato – Allo striscione ci ho pensato quando c’era stata la protesta al Flaminio. Ho pensato: “Lui lì a Montecitorio ci passa sempre”. Ma lo scorso anno, dopo qualche vittoria, tutti hanno smesso di contestarlo. Così ho pensato: ora metto lo striscione lì. L’ho fatto mettere martedì sera, perché mercoledì mattina c’è il Question Time alla camera. E tutti lo avrebbero visto. E così è andata. C’era anche gente davanti casa – io lì ho 5 finestre – che si faceva i selfie. E dicono che all’interno di Forza Italia è stato l’argomento del giorno…Comunque, poi, lo striscione l’ho tolto io. Non è che me lo hanno fatto togliere, anche se ci hanno provato”.
foto: bancadelfucino.it
